Roma – Si arricchisce di nuovi protagonisti il braccio di ferro fra Ryanair e l’Enac nato sulla base del clamoroso annuncio una legge italiana del 2000 che prevede l’utilizzo non solo del passaporto o della carta di identità nei voli interni ma anche di altri documenti come il porto d’armi o le tessere professionali purché rilasciate da una amministrazione dello Stato. Ryanair sostiene che questa pratica è in contrasto con le leggi di sicurezza internazionali e ha innescato una braccio di ferro con l’Enac. Morale, se l’Italia non si adegua, dal 23 Gennaio il vettore irlandese fermerà i voli interni. Lo scontro resta tra l’irlandese Michael O’Leary, fondatore della compagnia aerea regina delle low cost e il siciliano Vito Riggio, presidente Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile.
Di questi giorni la discesa in campo di Assotravel (Confindustria) che si schiera con l’Enac chiedendo a Ryanair di «rispettare la sovranità nazionale». La Sat, la società che gestisce l’aeroporto di Pisa Galileo Galilei, in una nota per tranquillizzare gli azionisti (è in Borsa dal luglio 2007) ha affermato che «il contratto pluriennale in vigore con Ryanair prevede l’obbligo di garantire i volumi di passeggeri indipendentemente dalle destinazioni servite».
Quindi se dovesse cancellare i voli nazionali a Pisa recupererebbe con quelli internazionali.
Sia il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, sia l’amministratore delegato della Sat Gina Giani hanno ridimensionato la vicenda. Filippeschi è sicuro che <<presto si troverà una soluzione ragionevole>>.
La Giani precisa che <<i rapporti con Ryanair sono ottimi, non abbiamo nessun interesse a entrare in conflitto con questa compagnia che a Pisa ha realizzato importanti investimenti>>. Nel merito della questione la Giani si spinge a sostenere che Ryanair non ha tutti i torti. Ma Riggio i rilievi di O’Leary non li accetta <<gli aeroporti non possono essere di proprietà delle compagnie — scandisce — e lui non può dubitare dei nostri controlli visto che dalla polizia europea e dall’Fbi siamo considerati tra i migliori del mondo>>.
Sulla diatriba si è espresso anche l’esperto Andrea Giuricin dell’Istituto Bruno Leoni in un focus dal titolo “La chiusura di Ryanair: il ruolo dell’Enac e di Alitalia”.
Giuricin afferma che l’Enac vuole <<imporre una misura che sfavorisce Ryanair, ma che non inficia sulla libertà di viaggiare dei cittadini italiani. E questa mossa – si legge nel focus – è importante per Alitalia che ha puntato su un modello di business completamente diverso da tutti le grandi compagnie internazionali con una focalizzazione sul mercato domestico, di cui Ryanair e la compagnia inglese Easyjet stanno “rubando” sempre maggiori quote. Da qui – secondo Giuricin – nascono le maggiori difficoltà per Alitalia, che nel 2009 avrà perdite operative (non nette) probabilmente superiori a 300 milioni di euro. La concorrenza sul mercato interno delle low cost non permette di attuare il piano di rilancio del vettore nazionale. L’Enac negli ultimi anni non si è comportato come regolatore indipendente e la politica è sembrata voler favorire un determinato vettore cercando di limitare la concorrenza delle low cost>>, ha asserito l’economista dell’Ibl che a titolo di esempio cita la chiusura di Ciampino e il piano degli aeroporti, <<che serve a regolare in modo che le low cost abbiano maggiori difficoltà ad entrare nel mercato italiano>>. (ore 11:00)

Nella foto: A sinistra il presidente dell’Enac Vito Riggio, a destra il numero uno di Ryanair Michael O’Leary.