Roma – A partire dalla mezzanotte del primo Gennaio si ripropone ormai, immancabile, l’annuale aumento delle tariffe autostradali, dovuto, questa volta, all’approvazione delle nuove convenzioni avvenuto lo scorso anno e approvato dai ministeri per le Infrastrutture e per l’Economia.
Gli aumenti saranno tutto sommato contenuti sulla gran parte della rete: il pedaggio sulle tratte di Autostrade per l’Italia, che gestisce il 53% della viabilità nazionale per un percorso di 1.100 chilometri (tra cui l’Autostrada A1, la A4 Milano-Brescia, l’Autostrada del Sole A14), aumenterà del 2,4 per cento, esattamente come lo scorso anno, e si colloca al di sotto della media di settore degli aumenti. L’Aiscat, l’associazione delle concessionarie, ha infatti calcolato che la media dell’incremento per tutto il settore è pari al 2,75%, in calo rispetto allo scorso anno quando la media è risultata pari al 3,47 per cento.
A trainare gli aumenti nel Maggio scorso – le tariffe furono sbloccate a fine Aprile perché erano state congelate per i primi quattro mesi dell’anno a seguito della crisi – erano state le concessionarie del gruppo Gavio.
In particolare la Satap, che gestisce le tratte Torino-Piacenza e Torino-Milano. Nel Maggio scorso la To-Milano si era vista riconoscere un’impennata del 19,5%: dal primo Gennaio 2010 l’aumento su questa tratta sarà più contenuto ma resterà comunque il più alto tra gli incrementi e pari a circa il 15,5-16 per cento. Anche la Torino-Piacenza manterrà un rincaro consistente, seppure questo sarà del 9,5% circa contro il 12,6% di Maggio.
La società del gruppo Gavio era stata tra le poche a chiedere e ottenere un riequilibrio finanziario del piano di sviluppo, avvalendosi della riforma voluta dall’ex ministro Antonio Di Pietro. Autostrade per l’Italia, invece, ha ottenuto l’approvazione via decreto-legge di un contratto ad hoc che stabilisce incrementi constanti per venti anni in base a una formula tariffaria che prevede il recupero degli investimenti fatti più il 70% dell’inflazione reale. Il piano finanziario di Autostrade è strutturato in modo tale da garantire aumenti tariffari molto contenuti entro i primi 4-5 anni, ma questi sono destinati a salire sensibilmente negli anni successivi di pari passo con l’implementazione del piano di investimenti.
<>. Critiche le associazione dei Consumatori che ritengono inaccettabile l’aumento dei pedaggi. (ore 12:00)

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