A volte ritornano. E’ vero. Ma spesso ritornano per scomparire  nel nulla dopo avere alimentato speranze di nuovi posti di lavoro. Isotta Fraschini, un esempio per tutti. In Calabria chiude l’Oto Breda Sud (Gruppo Efim) a San Ferdinando, finiscono in cassa integrazione 250 operai addetti alla produzione di componenti missilistiche e di precisioni per carri armati; gli impianti sono ottimi, li rileva nell’Agosto nel 1993 per 100 miliardi di lire Giulio Malvino, a.d. della Fissore Co. di Cherasco che ha in progetto la rinascita della Isotta Fraschini. Un modello fa il giro dei saloni, a San Ferdinando si allestiscono le linee di produzione capaci di 5mila esemplari all’anno, per avere nell’estate del 1995 la macchina, la T8, sul mercato. Un fuoco di paglia!
Nei primi anni 2000 la De Tomaso in joint venture con la russa Uaz con la benedizione della Commissione europeo ha un piano di produzione di una fuoristrada con motore Iveco, la Simbar, luogo di produzione la Calabria, l’area industriale della Valle del Tacina a Cutro. Nel 2003 muore Alejandro de Tomaso, moglie e figlio mettono in liquidazione l’azienda. Un altro fuoco di paglia!
A volte ritornano. Ritorna De Tomaso, questa volta con le ambizioni di Gian Maria Rossignolo da Vignale Monferrato, provincia di Alessandria, titolare della Innovation Auto Industry che vuole rilanciare il brand con una nuova gamma di auto che prevede una crossover, una limousine e una coupé e uno schema produttivo che poggia sulla collaborazione con Pininfarina per quel che riguarda il design e su una rivoluzionaria tecnica di lavorazione dell’alluminio che dovrebbe abbattere i costi in maniera determinante per quanto riguarda l’assemblaggio. Polo produttivo lo stabilimento ex Pininfarina di Grugliasco che la IAI prenderebbe in affitto dalla Finpimonte (società pubblica). Rossignolo potrà contare su un altro polo produttivo, l’ex Delphi di Livorno.
Rossignolo, affiancato dai figli Edoardo e Gianluca, sta procedendo sulla strada di questo rilancio con una determinazione che non lascia dubbi sulle sue intenzioni. La sua, sotto certi aspetti, è una sfida, non ufficialmente dichiarata, a tutti i brand premium dell’auto che egli ritiene retrogradi per quanto riguarda la filosofia costruttiva e quindi il posizionamento sul mercato in quanto a prezzi. La (ri)partenza della nuova De Tomaso è prevista per il 2011 e l’ex capo di Lancia, Zanussi e Telecom ha investito personalmente senza risparmio perché nulla sia lasciato al caso. Dalla fabbrica di Grugliasco (lavorazioni meccaniche ed assemblaggio a Livorno) a regime dovrebbero uscire ottomila vetture ogni anno, delle quali tremila crossover, tremila limousine e duemila coupé. Rimaniamo in attesa. (ore 09:00)
Nella foto. La Pantera è la De Tomaso più famosa.Dal 1970 al 1995 ne sono prodotte 9.000 unità. La prima Pantera montava il motore Ford V8 5,0 litri di 330 cv, “cavalleria” che venne potenziata a 350 cv per le versioni stradali e fino a 500 cv per quelle destinate alle competizioni.

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Renato Cortimiglia
Fondatore di AutoMotoNews, ha lavorato in Gazzetta del Sud con vari incarichi, tra cui la responsabilità della pagina motori. Vincitore di numerosi premi e insignito di diversi riconoscimenti per l’attività divulgativa svolta nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza e l’ecologia.

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