Torino – La Fiom, che a Termini Imerese riunisce oggi il coordinamento nazionale dei responsabili sindacali del gruppo Fiat per esaminare il piano industriale, ha proposto uno sciopero generale dei lavoratori di tutti gli stabilimenti Fiat contro il piano industriale del Lingotto e contro la decisione del gruppo di non produrre più auto a Termini Imerese dal 2012.
A Termini Imerese la produzione è ripresa dopo la cassa integrazione durante il periodo natalizio.
Il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, intanto ha dichiarato:<<Penso a uno sciopero di otto ore da effettuare in tempi rapidi. La prossima settimana è prevista una riunione unitaria con Fim e Uilm, in quella sede decideremo le modalità di una mobilitazione che riguarderà oltre 80 mila lavoratori della Fiat, ai quali si aggiungono gli addetti alla componentistica. La Fiom – ha aggiunto Rinaldini – ha valutato l’ipotesi dello sciopero subito dopo l’incontro del 22 Dicembre con la Fiat a Palazzo Chigi. Sul piano industriale, infatti, il nostro giudizio è negativo. Il punto inaccettabile è la chiusura dello stabilimento di Termini Imerese che è un problema nazionale, riguarda le scelte della Fiat e quindi è necessario coinvolgere tutti i lavoratori del gruppo nelle iniziative che il sindacato intende mettere in campo a livello nazionale>>.
La tensione pare allentarsi lievemente, invece a Pomigliano d’Arco dove è terminata l’occupazione simbolica della sede della Fiom del sito napoletano da parte del gruppo di operai della Fiat, il cui contratto, scaduto il 31 Dicembre scorso, non è stato rinnovato. I lavoratori hanno lasciato la sede del sindacato, dopo aver ottenuto un incontro con i rappresentanti regionali e provinciali delle organizzazioni sindacali, che si svolgerà oggi pomeriggio nell’aula consiliare del Comune, che gli operai stanno occupando dallo scorso 16 Dicembre. (ore 13:00)