Il NAAS si prepara alla grande apertura

Il NAAS si prepara alla grande apertura

Detroit – Apre oggi ai media il Salone dell’Auto di Detroit (apertura al pubblico sabato 16 Gennaio).
Massimo rispetto per l’ambiente con l’auto elettrica che la fa da padrona e si merita per la prima volta un settore di esposizione a parte: la Electric Avenue, che ha preso il posto degli stand dei marchi eliminati da Gm (Hummer e Pontiac).
Auto elettriche ed ibride per tutti gusti quindi, con in primis la piccola Toyota che si affianca alla Prius, poi Chevrolet Volt, con un’autonomia di 40 miglia in elettrico e un motore a benzina per ricaricare le batterie. Debutto nel 2010 anche per la Nissan Leaf, elettrica integrale sviluppata in cooperazione con Renault.
A confermare il ruolo della politica nel salvataggio dell’industria automobilistica, inoltre, una delegazione del Congresso, guidata dal presidente della Camera Nancy Pelosi, visiterà il salone anche per verificare come sono stati spesi i soldi a carico dei contribuenti per salvare l’industria auto. Sono complessivamente 700 i modelli esposti al Cobo Center, di cui 40 debutti di modelli appena usciti di fabbrica.
Grande attesa anche per il primo Salone di Sergio Marchionne nelle vesti di condottiero Chrysler-Fiat, sebbene non siano ancora disponibili nuovi modelli basati su piattaforme e tecnologie Fiat. Lo stand Chrysler vedrà però una serie di testimonianze del made in Italy: in primo luogo alcune Ferrari e Maserati; poi la 500, sia nella versione a benzina che sotto forma di prototipo elettrico; infine, una Lancia Delta con il marchio Chrysler, simbolo di un’integrazione fra i due marchi che dovrebbe diventare totale. Chrysler dovrebbe lanciare 21 modelli entro il 2014 e 3 piattaforme condivise con l’azienda torinese, compresa una versione modificata per il mercato nordamericano della Fiat 500, che sarà prodotta in Messico e commercializzata soprattutto nelle grandi città.
Intanto nel corso dell’anno è previsto il lancio della nuova Jeep Grand Cherokee e della rinnovata berlina 300; per le auto più piccole e “italiane” bisognerà però attendere almeno la fine del 2011.
Un piano ambizioso e rigoroso che punta a risparmiare 2,9 miliardi di dollari in 5 anni per Chrysler grazie a un’attenta politica dei costi e alle sinergie con Fiat. I costi operativi del gruppo nel 2010 caleranno dell’8%, mentre la produttività salirà del 10%. Sul fronte delle vendite l’azienda prevede un rilancio delle vendite in casa e all’estero e la scalata nelle quote di partecipazione di Fiat in Chrysler. A partire da quest’anno il gruppo torinese dovrebbe rafforzare la propria quota nella casa automobilistica americana, salendo dal 20% al 25% grazie all’avvio della produzione di motori in Usa. In ottemperanza a quanto pattuito con il governo americano, Fiat può salire in Chrysler in tre tranche del 5% in osservanza ad alcuni parametri. (ore 13:00)

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