Roma – I conti della nuova Alitalia restano in rosso (con una perdita operativa al 30 Settembre di 278 mln di dollari), ma le altre compagnie europee non stanno certo meglio.
Air France-Klm ha segnato un rosso di 1,625 miliardi di dollari, Sas perde 282 milioni, Iberia – la più simile fra le compagnie europee ad Alitalia – 471. Nonostante il forte calo sugli utili del 2008 tengono invece bene Lufthansa (714 milioni di dollari di ricavi) e la sua controllata Swiss (+163 milioni).
Le prospettive per il nuovo anno, quindi, non sono certo delle migliori, come nelle previsioni della Iata che si aspetta perdite di 5,6 mld di dollari.
L’amministratore delegato di Alitalia, Rocco Sabelli, però, non si perde d’animo convinto che il vettore possa ottenere l’ambizioso progetto di una crescita a due cifre sia in termini di ricavi che di quote di mercato. La struttura dei costi del vettore italiano oggi si avvicina più a quella di Ryanair che dei cugini di Air France-Klm e il coefficiente di riempimento – ovvero il numero di posti riempiti su ogni volo – a Dicembre ha raggiunto il 67,6%, quasi sette punti in più della somma di Alitalia ed Air One un anno prima. Ma il dato complessivo del 2009 è ancora al 65%, tre punti percentuali sotto la previsione del piano Fenice elaborato dall’advisor Intesa Sanpaolo. Il problema numero uno di Alitalia era e resta la concorrenza spietata delle compagnie low cost. Sul solo mercato italiano Alitalia è in grado di offrire appena il 50% dei posti, le low cost il 44%.
Per questo Sabelli ha annunciato grosse novità per Air One: <<Lanceremo un nuovo servizio con base a Malpensa, orientato alla fascia di mercato più sensibile al prezzo. Le tariffe saranno molto competitive: voli nazionali a circa 40 euro e internazionali a meno di 100>>. (ore 10:30)
Nella foto: l’a.d. di Alitalia Rocco Sabelli.