Palermo – Seconda notte al gelo per i sedici operai di Termini Imerese abbarbicati da martedì sul tetto di un capannone della Fiat per protestare contro l’annunciato licenziamento della ditta che si occupa della raccolta dei rifiuti del Lingotto nello stabilimento siciliano.
Stamani uno di loro è stato colto da malore e soccorso, non senza difficoltà, dai medici del 118 e dai vigili del fuoco che si sono anche impegnati nel tentativo di convincere l’uomo a scendere.
A Termini, come nella maggior parte della Sicilia, oggi piove e tira un forte vento freddo, ma i lavoratori sebbene in condizioni disperate, sono decisi a proseguire la protesta cominciata dopo avere ricevuto le lettere di licenziamento in seguito alla decisione della Fiat di riassorbire a partire dal primo Febbraio le attività di pulizia dei cassoni finora assegnata in appalto alla Delivery email.
Sul tetto per cercare di aiutare il lavoratore, Michele Balsamo, sono saliti i segretari territoriali della Fiom e della Uilm Roberto Mastrosimone e Vincenzo Comella che poi hanno accusato le autorità competenti di <<non fare nulla per trovare una soluzione a questa drammatica vicenda>>.
Un infermiere della Fiat ha anche visitato gli altri lavoratori in protesta, riscontrando in alcuni di loro un valore di pressione di 200.
<<Siamo ancora qui sotto la pioggia e infreddoliti – ha detto l’operaio Tommaso La Bua – ma non intendiamo mollare. C’é anche un nostro collega con l’influenza, ma non siamo intenzionati a scendere fino a quando non avremo certezza di un posto di lavoro>>. Ieri i familiari degli operai hanno organizzato un sit-in di solidarietà con i manifestanti. (ore 15:40)

NO COMMENTS

Leave a Reply