Torino – Dopo la diffusione dei conti nel quarto trimestre 2009 e dell’anno complessivo i titoli del Lingotto si sono rivitalizzati a Piazza Affari.
Sempre in perdita, ma lo si sapeva già, il gruppo Fiat che ha chiuso il 2009 a -800 milioni di euro incluso un impatto di 0,6 miliardi di euro derivante da oneri atipici (nel 2008 l’utile netto era stato di 1,7 miliardi di euro). Sorpresa, sorpresa, però, sulla base dell’ammontare cumulato dei risultati netti del Gruppo nel 2008 e nel 2009 il cda del Lingotto è tornato a proporre un dividendo complessivo per le tre categorie di azioni di 237 mln di euro. Nel dettaglio il Cda proporrà di distribuire 0,17 euro per azioni ordinaria, 0,31 euro per azione privilegiata e 0,325 euro per azione di risparmio. <<La ripresa della distribuzione di dividendi – sottolinea l’azienda – riflette la normalizzazione dei mercati dei capitali quale fonte di finanziamento per il Gruppo, nonché la convinzione che il Gruppo ha la capacità di continuare a generare utili, anche se in un contesto di mercato significativamente differente>>.
Il Cda del Lingotto, riunitesi sotto la presidenza di Luca Cordero di Montezemolo per approvare i risultati del 2009 del Gruppo, stima per il 2010 una crescita dei ricavi del 3,6%, con un utile della gestione ordinaria di 1,5 mld e un livello di indebitamento netto inferiore a 5 mld. Nella relazione che accompagna il bilancio 2009 approvato dal cda si legge: <<Il raggiungimento dei target prefissi, presuppone il mantenimento di eco-incentivi nel mercato europeo, esclusa la Germania, per la quale si è assunto che lo schema di incentivi attuato nel 2009 non venga rinnovato>>. Se, infatti, gli incentivi non fossero disponibili <<i ricavi sarebbero inferiori di circa 2,5 mld e l’utile della gestione ordinaria per i business dell’automobile e dei componenti calerebbe di 350-400 mln di euro. Questa caduta di profitti si rifletterebbe in pari misura sul risultato netto, dal momento che non vi sarebbero effetti di carattere fiscale, e graverebbe in modo più che proporzionale sull’indebitamento, spingendone il livello oltre i 5 mld. Senza incentivi la domanda europea di automobili subirebbe un effetto negativo. Nella sola Italia i volumi calerebbero di circa il 20% e avrebbero un impatto su tutti i produttori di automobili, in misura più importante su quelli particolarmente attivi nei segmenti A e B, e su Fiat in particolare che ha una quota di mercato del 30% circa.
Se gli schemi di ecoincentivi saranno estesi al 2010 -conclude la relazione – si prevede che i settori delle automobili e della componentistica migliorino la loro performance rispetto al 2009>>.
Il gruppo Fiat, quindi, ha chiuso il 2009 con un utile della gestione ordinaria di 1,1 miliardi di euro (3,4 miliardi di euro nel 2008), con un forte contributo del business delle automobili. L’indebitamento netto industriale del gruppo Fiat è stato ridotto, a fine 2009, a 4,4 miliardi di euro (5,9 miliardi di euro alla fine del 2008) e la liquidità è aumentata significativamente a 12,4 miliardi di euro (3,9 miliardi di euro nel 2008). Il dato relativo all’indebitamento è migliore del target. Fiat Group Automobiles ha ottenuto un utile della gestione ordinaria di 470 milioni di euro (691 milioni di euro nel 2008). <<Le azioni di contenimento dei costi e la ripresa dei volumi di vendita nel secondo semestre – spiega la società – hanno solo parzialmente compensato la caduta della domanda nel primo semestre e l’effetto di un mix prodotto meno favorevole>>. Il fatturato è pari a 26,3 miliardi, il 2,4% in meno rispetto al 2008, con 2.150.700 vetture e veicoli commerciali leggeri consegnati (in linea con il 2008). La controllata Cnh ha registrato nell’anno un utile della gestione ordinaria di 337 milioni di euro (1.122 milioni di euro nel 2008), Iveco di 105 milioni di euro (838 milioni di euro nel 2008).
L’a.d. del Lingotto, Sergio Marchionne, durante la conference di presentazione dei conti del secondo trimestre è tornato sul tema dello spin-off dell’Auto affermando: <<non é scomparso. Credo che questa sia una decisione inevitabile per Fiat, ma la tempistica non é chiara. Ci potranno volere due o tre anni – ha aggiunto – ma ci sarà un momento in cui l’Auto sarà abbastanza grande da giustificare una sua esistenza stand alone>>.  (ore 12:00)