Roma – Dopo la decisione annunciata ieri da Fiat di fermare tutti gli stabilimenti di Fiat Auto per due settimane mettendo oltre 30 mila lavoratori in cassa integrazione, il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ha definito la scelta quanto meno “inopportuna poiché – ha rimarcato – Proprio in questi giorni che stiamo affrontando la delicata vicenda della Fiat a Termini Imerese e quindi il piano complessivo della Fiat in Italia. Con la Fiat i nostri contatti sono continui ma non sapevamo dell’annuncio di ieri. Mi auguro che si possa riannodare il filo ma questa decisone rende più difficile la vertenza>>.
Il ministro ha anche spiegato che la Cassa integrazione è conseguenza del forte calo degli ordinativi registrato in Gennaio, peggiore del previsto, quindi tutto è legato all’effetto boomerang generato dagli incentivi.
Con onesta, quindi, il ministro ha ammesso che: <<la cassa integrazione serve proprio ad adeguare la produzione alla domanda, per mantenere i posti di lavoro e far tornare i conti. Noi stiamo valutando di ripetere gli incentivi non soltanto nel settore dell’auto, ma anche per altri settori per rilanciare i consumi – ha detto – Non c’é dubbio che gli incentivi sono un fenomeno che turba l’andamento normale del mercato. Tant’é vero che stiamo pensando di farlo per un periodo limitato con cifre meno consistenti per accompagnarlo fino alla cessazione degli incentivi>>. Il ministro ha però spiegato che questo intervento non riguarda una sola società <<gli incentivi – ha detto – non sono un problema solo Fiat ma riguardano tutte le case automobilistiche>>.
Nonostante le spiegazioni del ministro, dure le reazioni dei sindacati.
Il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni è stato il più critico affermando: <<E’ singolare che la Fiat si incontri con noi, sotto Natale, che ci si dia appuntamento a Palazzo Chigi per dopo Natale, a Gennaio, e che nel mezzo, quando si prepara l’incontro, ci faccia trovare 30 mila cassa integrati. Qualcuno lo chiamerebbe un ricatto>>
Il leader della Uil Luigi Angeletti, da Palermo, chiede alla Fiat di <<dire come si garantisce una produzione industriale a Termini Imerese per salvaguardare i livelli occupazionali e lo sviluppo>>. (ore 12:23)