Maranello – Luca Cordero di Montezemolo a margine della presentazione della nuova F10 è intervenuto sulla polemica innescatasi dopo l’annuncio di Fiat di due nuove settimane di cig che coinvolgerà 30.mila dipendenti affermando: <<L’avvio della richiesta per l’ultima settimana di febbraio e la prima di marzo è, semplicemente (per così dire), la diretta conseguenza del crollo degli ordini subito da Fiat a gennaio, quando il mercato è caduto al di sotto dei livelli di un anno fa, quando era già stato toccato il punto più basso. «Il Governo – ha aggiunto Montezemolo – ha dimostrato in questi mesi una grande attenzione alla filiera dell’auto e la posizione di Fiat è sempre stata chiara, sia sul progetto industriale per l’Italia, che abbiamo illustrato a dicembre, sia sul ricorso alla cassa integrazione>>.
Quanto alla programmazione della chiusura dello stabilimento siciliano di Termini Imerese (Ieri con un telegramma inviato ai sindacati e a diverse autorità istituzionali, la Fiat ha spiegato le ragioni dello stop a Termini Imerese ed ha affermato che dal 27 Gennaio si attuerà la sospensione dal lavoro per quasi tutti 1.350 lavoratori, al momento,a tempo indeterminato. Da alcuni giorni – scrive la Fiat – lo stabilimento e’ teatro di proteste e il mancato ricevimento di componenti sta bloccando la produzione. Dal 27 gennaio sospeso tutto il personale. Ndr) Montezemolo ha ribadito che «le condizioni di svantaggio competitivo dell’impianto e la non-economicità rendono impossibile proseguire la produzione oltre il 2011. Del resto portare a Pomigliano – ha concluso il presidente della Fiat – una vettura di grandi volumi e per noi fondamentale come la Panda è una decisione molto impegnativa e coraggiosa che dimostra che la Fiat ha a cuore lo sviluppo industriale del Paese>>.
Come lui l’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne che ha dichiarato: <<Non c’é niente che non sia stato già annunciato con largo anticipo, quando abbiamo ripetuto che senza gli incentivi ci sarebbero state conseguenze sulle fabbriche.
L’ultima volta lo ha detto al cda e agli analisti lunedì scorso, quando probabilmente la nuova ondata di cassa integrazione era stata già decisa. La Fiat non cerca lo scontro col governo e con il sindacato.
Non lasceremo Torino e l’Italia – ha voluto ribadire – Qui c’è la nostra testa, qui c’è il nostro cuore>>. Non è un ricatto la cassa integrazione è non lo è nemmeno la linea dura adottata per Termini Imerese: <<Non c’è nulla da aggiungere a quanto detto – insiste Marchionne – La Fiat in futuro non pensa di utilizzare lo stabilimento siciliano per nessuno dei suoi business. Non è mai successo che qualcuno abbia annunciato la chiusura di un impianto con trenta mesi di anticipo. Se dovessi pagare tutti i dipendenti fino alle pensione e a produzione zero ci guadagnerei.Tutto questo è ridicolo>>. (ore 13:00)