Torino – La nuova generazione della Fiat Uno è ormai pronta e sta per uscire dalle linee di montaggio della fabbrica brasiliana di Betim per attaccare inizialmente il mercato interno e, a seguire, quelli del Sudamerica. Per il momento non è stata decisa l’importazione in Europa né negli Usa, ma fonti vicine alla Fiat parlano di un derivato “occidentale”’ da costruire nel nuovo stabilimento in Serbia.
Intanto in Italia continua il braccio di ferro fra tute blu e Fiat sulla vertenza Termini Imerese.
Oggi i lavoratori incrociano le braccia dalle ore 10:00 alle 14:00 e dalle 18:00 alle 22:00 per protestare contro il piano industriale del Lingotto che ha annunciato la chiusura dello stabilimento siciliano entro il 2011. Oggi si fermeranno anche gli stabilimenti Ferrari e Maserati, mentre a Pomigliano d’Arco i lavoratori in cassa integrazione protesteranno davanti alla Prefettura.
Sempre oggi si terrà un sit-in davanti ai cancelli dello stabilimento di Termini Imerese a cui parteciperanno i dirigenti sindacali, tra cui Gianni Rinandini leader della Fiom Cgil.
Ed proprio quest’ultimo a dichiarare: <<Lo sciopero di oggi di tutto il comparto ha proprio il significato di partire dal rifiuto della chiusura dello stabilimento di Termini Imerese, e di un problema più generale del risanamento del gruppo del Lingotto. Noi abbiamo espresso un giudizio non positivo sul piano industriale e la situazione più critica rimane quella in Sicilia, che è diventata il nodo prioritario. Quando Marchionne sostiene che in Europa c’è una sovraccapacità produttiva in realtà in Italia non esiste e la dimostrazione sta nel fatto che importiamo oltre un milione di auto ogni anno a differenza di altri Paesi come la Germania, Francia e Spagna – ha aggiunto Rinaldini – La Fiat e il governo devono sapere che a Termini Imerese si deve continuare a produrre auto. Su questa strada lo scontro diventerà pesante e faremo di tutto per evitare la chiusura dello stabilimento e dell’indotto siciliano. La Fiat sta facendo ulteriori provocazioni ogni giorno e le dichiarazioni di Marchionne sono ogni giorno più arroganti e credo che bisogna smettere. Marchionne – ha sottolineato il segretario della Fiom – ha cambiato spesso idea in questi anni proprio sul futuro di Termini Imerese. Oggi dice che in Sicilia non si possono più produrre auto eppure negli anni precedenti prima aveva presentato un piano per il raddoppio della capacità produttiva, poi l’ha ridimensionato rispetto al primo e adesso prospetta la chiusura. Quella di chiudere lo stabilimento non è una strada semplice per nessuno perché noi, i sindacati unitariamente, faremo tutto per evitare la desertificazione industriale di un’area come quella di Termini Imerese. Adotteremo tutte le forme di lotta per evitare questo rischio>>.
Intanto l’assessore regionale del Lavoro per la Sicilia, Leanza, ha annunciato che la Regione concederà la cassa integrazione in deroga ai 18 lavoratori della Delivery email, azienda dell’indotto Fiat di Termini Imerese. I vertici della Delivery email sono attesi a Palermo, per siglare l’accordo. (ore 11:00)