Roma – Dopo l’allarme lanciato dal capogruppo del Pd alla Camera, Antonello Soro, circa l’esiguità del capitale Alitalia che non permetterebbe nemmeno di pagare gli stipendi dei prossimi mesi (“ Quelli di maggio sono a rischio e quelli di giugno non ci sono, nonostante il prestito”, ha detto), si sono susseguite a raffica le smentite, del ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli, prima, e della stessa Alitalia dopo.
In una nota, Matteoli ha spiegato che “le affermazioni del capogruppo del Pd Antonello Soro, rilasciate a Telecamere, secondo cui gli stipendi di maggio e giugno dei dipendenti Alitalia sarebbero a rischio, non sono rispondenti alla realta. Ribadisco – ha aggiunto – che il governo è impegnato al massimo livello per trovare una soluzione rapida alla crisi di Alitalia per salvare la compagnia di bandiera”.
Anche la compagnia attraverso una nota ha chiarito che “Gli stipendi dei dipendenti Alitalia non sono a rischio. Le affermazioni fatte in merito sono totalmente prive di fondamento”. Intanto sul fronte “cordate”, Alessandro Benetton, vice presidente del gruppo veneto, dopo aver scherzato ha spiegato che l’eventualità di mantenere italiana l’ex compagnia di bandiera è “un’ipotesi a cui guardiamo con favore, non potrebbe essere diversamente. Riteniamo – ha spiegato – che ci sia assolutamente bisogno di un partner tecnico e operativo, che sia competente nel settore. Se attorno a questo si aggregheranno altri italiani lo vedremo sicuramente di buon occhio. Non abbiamo però – ha concluso – progetti specifici, avendo un conflitto di interessi su Aeroporti di Roma”.
Contestualmente, però, sempre prendere maggior vigore l’ipotesi di un ritorno in pista di Air France nella partita per la cessione di Alitalia. La conferma arriva dal finanziere Fabio Verna che, insieme a Bruno Ermolli, sta mettendo a punto la cordata italiana per il salvataggio dell’ex compagnia di bandiera. Ovviamente, le basi di un ipotetico accordo con Air France sarebbero diverse rispetto alla precedente trattativa, naufragata con l’abbandono del tavolo da parte di Spinetta.
“E’ una possibilità. Quando si tratta di affari le cose possono cambiare e il passato conta fino a un certo punto. Il fatto che un mese e mezzo fa Spinetta si sia alzato dal tavolo, non vuol dire che non possa essere interessato a riallacciare i rapporti su basi diverse e con un esborso economico differente. In ogni caso il nuovo socio industriale dovrebbe entrare con una quota tra il 5-10% – ha spiegato Ermolli – partecipando così, in modo paritario, alla gestione insieme agli industriali italiani e mettendo a disposizione di questi il know-how necessario a far funzionare una compagnia aerea. In questo quadro sono ancora in gioco anche Lufthansa e Aeroflot”.
La compagnia tedesca è interessata ad Alitalia proprio per “contrastare il monopolio di Air France, mentre quella russa soprattutto agli slot di Alitalia”, ha sottolineato Verna
Nel futuro di Alitalia, sara’ presente anche AirOne che nei giorni scorsi per bocca di Giovanni Malagò, consigliere d’amministrazione della compagnia di Carlo Toto, ha ribadito l’interesse per l’ex compagnia di bandiera. La partnership tra le due società però dovrebbe essere limitata a una “sinergie di forze”, vista la differenza dimensionale.
Il futuro assetto di Alitalia, quindi, dovrebbe comprendere un partner indust