Tokyo – Si è svolta ieri a Tokyo la conferenza stampa indetta da Toyota per annunciare i nuovi richiami delle auto ibride del gruppo, a partire dalla Prius.
Il numero uno della Casa nipponica, Akio Toyoda, ha spiegato il perché dei tanti richiami ed ha consegnato al ministero un documento che precisa le modalità del richiamo, le ragioni tecniche della misura in oggetto, i riferimenti esatti dei modelli considerati e le loro date di produzione.
Inoltre Toyoda ha tenuto a riaffermare il principio del cliente come “priorità assoluta” della compagnia ed ha anticipato che si recherà negli Stati Uniti nell’ambito degli sforzi per riconquistare la fiducia della clientela.
<<Con me stesso alla guida – ha detto Toyoda – tutti noi alla Toyota affronteremo la questione in stretta cooperazione, con i nostri concessionari e i nostri fornitori. Insieme faremo ogni cosa in nostro potere per riconquistare la fiducia dei clienti>>.
Globalmente  Toyota si appresta a richiamare circa 436.000 auto ibride comprensive delle Prius prodotte fino alla fine di Gennaio. Il dato, in base a anticipazioni di stampa, include la quota in Giappone, pari a 223.068 vetture, resa nota dal ministero dei Trasporti, ed è suddivisa in quattro modelli: la Prius (199.666 pezzi), la nuovissima Prius PHV (plug-in hybrid, 159), la SAI (10.820) e la Lexus HS250h (12,423). Nel mondo, invece, saranno richiamate intorno alle 213,000 auto, di cui circa 150.000 in Nord America.
L’annuncio sul richiamo delle auto ibride per i problemi ai freni ha fatto registrare un balzo in Borsa al titolo Toyota, che ha chiuso in rialzo del 2,9%. Secondo gli analisti, l’iniziativa del colosso nipponico era fondamentale per fugare subito ogni dubbio sulla sicurezza dei prodotti di punta, la Prius e l’alimentazione ibrida, della compagnia giapponese. Male il Nikkei che ha terminato gli scambi in calo dello 0,19%, penalizzata dai timori legati al debito sovrano dell’euro zona che stanno continuando a erodere la fiducia degli investitori. (ore 10:40)