Milano – Il Consorzio Ecogas e Assogasliquidi/Federchimica si sono espresse in merito alla decisione del Governo di non concedere nuovi incentivi al settore automobilistico.
<<Auspichiamo che il Governo tenga nella giusta considerazione i carburanti a basso impatto ambientale. GPL e metano sono risorse fondamentali per abbattere il costo carburante e le emissioni di CO2 – ha dichiarato Alessandro Tramontano, direttore del Consorzio Ecogas – Chiediamo il rifinanziamento degli incentivi MSE per la conversione a gas degli autoveicoli, fin dall’esordio considerati interventi strutturali in campo ambientale per ridurre le emissioni inquinanti: i fondi stanziati sono in via di esaurimento e si profila un pericoloso blocco del mercato, che mette a rischio investimenti e posti di lavoro. L’industria italiana della componentistica a gas – ha proseguito Tramontano – ha saputo avvantaggiarsi di questa politica, tanto da diventare leader mondiale: l’80% degli impianti a gas per le auto nel mondo parla italiano e la produzione avviene in siti produttivi italiani, con sistemi GPL o metano di fabbricazione nazionale>>.
Come evidenziato in un comunicato diffuso da Assogasliquidi/Federchimica e Consorzio Ecogas, <<la filiera ha investito principalmente sul territorio nazionale, facendo sorgere, solo negli ultimi due anni, nuovi insediamenti industriali che impiegano circa 3.000 dipendenti, diretti e dell’indotto, mentre il comparto della post-vendita – 6.000 e più officine meccaniche specializzate nell’installazione degli impianti a gas sui veicoli già circolanti – è costituito da piccole realtà imprenditoriali che svolgono un’attività legata strettamente al territorio e impiegano una forza lavoro, per propria natura, indelocalizzabile. La prosecuzione dei contributi ai gas potrebbe ancora salvare il capitale umano e tecnologico creato in questi anni dalle piccole e medie aziende italiane>>.
Intanto un Comitato ristretto della X Commissione della Camera è al lavoro sulla proposta di legge C. 2172 – voluta dall’attuale sottosegretario allo Sviluppo Economico on. Stefano Saglia – per tracciare le linee dello sviluppo futuro dei carburanti gassosi. Sentiti ieri nel corso di un’audizione Consorzio Ecogas e Assogasliquidi/Federchimica, che, pur ribadendo il loro consenso all’iniziativa parlamentare, hanno fermamente auspicato il coinvolgimento di entrambi i carburanti gassosi a basso impatto ambientale: GPL e metano.
Le richieste avanzate dalle associazioni riguardano l’inclusione del GPL nelle iniziative di incentivazione finanziaria e fiscale e in materia di tassazione (accise sul GPL e tassa automobilistica regionale), nonché nelle misure di regolamentazione del traffico e di public procurement: finora tutti i protocolli di Green Public Procurement (GPP), che definiscono, appunto, le linee guida agli acquisti verdi nel settore della mobilità da parte delle amministrazioni pubbliche, hanno riservato un identico trattamento sia al GPL che al metano per auto. Ciò discende dalla Direttiva europea 2009/33, che, pur avendo un approccio neutrale alle tecnologie/carburanti, fa salva la facoltà degli enti pubblici a dare, all’atto dell’emanazione dei bandi d’acquisto, una preferenza esplicita ai carburanti alternativi, tra i quali si annovera il GPL alla pari del metano, dell’idrogeno e dei bio-carburanti.
Al C. 2172 sono state abbinate altre due proposte di legge (C. 1016 Bordo e C. 2843 Froner), mentre il 13 gennaio scorso ne è stata presentata una terza dall’On. Raffaello Vignali: C. 3117 Disposizioni in materia di utilizzo del metano e del gas di petrolio liquefatto come carburanti per autotrazione.
Messaggio più o meno identico ma con riferimento al metano è stato inviato dal presidente di Federmetano, Dante Natali, in una lettera al ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola.
<<Il settore metano per auto – sottolinea Natali nella sua lettera – ha, negli ultimi anni, fatto progressi come non mai nel passato. La rete distributiva è aumentata di 60 unità all’anno (valore molto superiore al passato), ed ora consta di circa 750 impianti; il parco circolante a metano sfiora le 600.000 unità. La rete è però ancora ampiamente insufficiente e senza un adeguato supporto politico e fiscale potrebbe arrestare il proprio sviluppo. Senza incentivi l’Italia – continua il presidente di Federmetano – potrebbe perdere un’opportunità che le consentirebbe enormi vantaggi. Il metano è un’importante alternativa strategica ai prodotti petroliferi nel settore trasporti (ora dipendiamo solo da essi), ed è immediatamente disponibile. Il metano, poi, garantisce altissimi standard di rispetto ambientale, contribuendo allo stesso tempo a soddisfare una domanda di mobilità sempre crescente. Per questo il crescente utilizzo di metano per autotrazione contribuisce ad aiutare l’Italia a rispettare gli impegni presi con l’Europa in materia di riduzione delle emissioni di CO2 (un veicolo a metano ne emette il 25% in meno) e garantisce l’annullamento di numerose e pericolose emissioni inquinanti (PM10, benzene, ecc.) con conseguenti minori danni alla salute, come si evince dal recente studio realizzato dal Certet (Centro di economia regionale, dei trasporti e del turismo) dell’Università Bocconi di Milano. Non bisogna dimenticare che il metano per autotrazione è di aiuto alle fasce più deboli della società, essendo il carburante più economico presente sul mercato. Il settore industriale legato al metano per auto è tutto italiano (costruttori di serbatoi, di kit di trasformazione, di sistemi di compressione ecc.) ed è all’avanguardia nel mondo esportando buona parte della produzione. Gli incentivi nel settore incrementerebbero anche l’occupazione in un periodo economico molto delicato>>.
(ore 13:00)