Termini – Vige il più assoluto riserbo in merito alle proposte che il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola sta raccogliendo per Termini Imerese, ma alcune indiscrezioni confermano che da 14 le proposte sono diventate oltre un centinaio.
Le proposte dovrebbero essere discusse il 5 Marzo, ma pare confermato che la linea preferenziale che verrà seguita è quella di prediligere il campo dell’automotive, come vogliono fortemente anche i sindacati e i rappresentanti degli enti locali a cominciare dalla regione Sicilia. E c’è la disponibilità della Fiat a lasciare gli impianti fermi di una fabbrica nella quale si è sempre assemblato, verniciato, montato pezzi di autovetture. Giocano a sfavore, come è noto, le mancanze di infrastrutture: il governo ha annunciato la messa a disposizione di 450 milioni di euro. Si potrebbero investire nel porto di Palermo, adeguandolo. Sul tavolo c’è il progetto di produzione di auto elettriche avanzata dal finanziere italiano Simone Cimino del fondo Cape Natixis, nel quale concorre anche la regione Sicilia, e socio del gruppo indiano Reva.
Molte le proposte nel settore agroalimentare, italiane ed estere. Ma prima di votare Termini ai «pomodorini» Invitalia, la società che dovrà fare la prima scrematura dlle offerte, si muoverà rivolgendosi ai mercati internazionali.
E, scremate le prime proposte, ci si rivolgerà ai mercati internazionali, con le modalità abituali in questi casi: sarà il governo a decidere se con road show e/o manifestazioni di pubblico interesse. Solo alla fine di questo percorso si arriverà davvero alla short list. Nella quale potrebbero esserci soluzioni anche piuttosto innovative. Compresa la completa riconversione di Termini Imerese, permessa proprio dalla vastità dell’area.
Si vocifera di un progetto di cittadella del cinema, con i capannoni ridisegnati da Massimiliano Fuksas. Ma non si esclude una riconversione turistica, magari affidata a Calatrava che s’è appena occupato del porto di Salerno.
Intanto scattano da oggi due settimane di cig per tutti gli stabilimenti italiani di Fiat Auto: 30.000 lavoratori vanno in cassa integrazione fino al 5 Marzo. Il Lingotto ha annunciato lo stop delle fabbriche il 26 Gennaio, motivandolo con il forte calo degli ordini e la necessità di adeguare i livelli produttivi alla domanda.
MARCHIONNE – Sergio Marchionne in una intervista al Financial Times, racconta la sua sfida per rilanciare Chrysler, affermando:<< Non ho intenzione di fallire. E’ una questione di reputazione, di credibilità. Abbiamo messo tutto in gioco, compreso me stesso>>.
Il manager ha anche ringraziato la speaker della Camera, Nancy Pelosi per l’appoggio dato in occasione dell’operazione sulla casa automobilistica statunitense: <<Noi non saremmo qui se lei e il Congresso non avessero deciso di sostenere la nostra proposta. E’ stata una decisione coraggiosa da parte loro>>. (ore 12:00)