Tokyo – Non fa che profondersi in scuse ed inchini in questi giorni Akio Toyoda, presidente di Toyota, che dopo gli Usa ha tentato di farsi perdonare anche dalla Cina, uno dei pochi Paesi, peraltro, dove il colosso automobilistico nipponico ha segnato lo scorso anno una crescita a doppia cifra (+21% a 709.000 auto).
Ma nel caso cinese Toyota non si limita alle parole e annuncia la volontà di nominare un responsabile della qualità per il mercato cinese.
Intanto nuovi guai nel cielo del colosso nipponico che si è visto costretto al richiamo di altri 1,3 mln di veicoli in America del Nord e Giappone per un difetto al tubo di plastica che porta la benzina. Il tubo può logorarsi col tempo, provocando una perdita di carburante non pericolosa. Il difetto riguarda alcune serie dei modelli Avalon, Camry, RAV4 e Lexus ES 350 negli Stati Uniti, Harrier ed Estima in Giappone. Un totale di 979.000 veicoli (934.000 negli Stati Uniti e 45.000 in Giappone) sono già stati riparati o stanno per esserlo. (ore 13:00)