Milano – Sentenza svolta dalla quarta sezione penale della Cassazione (sentenza 10688/2010) che allarga il perimetro della confisca come sanzione ulteriormente afflittiva per chi è sorpreso ubriaco al volante.
I giudici hanno stabilito che l’auto condotta in stato di ebbrezza può essere sequestrata – in vista della confisca – anche se è in leasing, e quindi non appartiene al guidatore.
La Cassazione, nei motivi sintetici per respingere l’impugnazione difensiva (secondo cui il veicolo era intestato a terzi – la società di leasing, appunto – e il periculum in mora – cioè il rischio di nuove violazioni all’articolo 186 del Codice della strada- sarebbe stato neutralizzato dalla sospensione della patente del guidatore), ha sottolineato che il bene detenuto in forza del contratto di leasing «appartiene al soggetto al quale è stata attribuita la materiale disponibilità del bene stesso; e anche se non è «proprietà», questo stato le somiglia molto perché è di fatto un «diritto a godere sulla base di un titolo che esclude i terzi». Pertanto, «appare evidente la legittimità del sequestro di un veicolo il cui conducente sorpreso alla guida in stato di ebbrezza (…) ne abbia la disponibilità in forza di un contratto di leasing». Lo stesso periculum in mora di reiterazione può essere garantito solo dal sequestro, atteso che la sospensione della patente è un provvedimento, per sua natura, temporaneo. Quanto ai diritti della società di leasing, l’auto deve essere dissequestrata solo di fronte alla dimostrazione della cessazione del contratto di locazione finanziaria. (ore 11:00)

NO COMMENTS

Leave a Reply