Torino – Fiat ha diffuso oggi una nota attraverso la quale ha smentito le indiscrezioni pubblicate dal quotidiano Repubblica (che tornavano sull’ipotesi spin off del settore auto). Nella nota in pratica si ribadisce quanto affermato nel comunicato sollecitato dalla Consob e emesso il 6 Marzo scorso nel quale si rimandava alla presentazione del Piano Strategico del Gruppo per il periodo 2010-2014, che verrà illustrato il prossimo 21 Aprile.
Il comunicato afferma che: <<Eventuali decisioni che dovessero essere conseguenti alla realizzazione del Piano Strategico saranno adottate dagli organi sociali e comunicate al mercato secondo quanto previsto dalla normativa.
Ogni notizia circa ipotizzate operazioni straordinarie e relativi modalità, tempi, perimetro e valori è frutto di congetture, nate al di fuori del Gruppo.
Per quanto riguarda invece le indiscrezioni del quotidiano sul piano produttivo in Italia, la Fiat precisa – continua la nota – che ha presentato il progetto industriale, che abbraccia un arco temporale di due anni (2010-2011), nel corso dell’incontro che si è tenuto lo scorso 22 dicembre a Palazzo Chigi con le Istituzioni e i Sindacati.
In quell’occasione sono stati illustrati, nel dettaglio, il piano gamma prodotto, comprese le vetture di derivazione Chrysler, e le allocazioni produttive dei singoli modelli per ogni stabilimento. Il progetto – si legge – prevede, come è noto, per i prossimi due anni un enorme impegno finanziario della Fiat in Italia: verranno spesati, per investimenti e attività di ricerca e sviluppo, due terzi degli oltre 8 miliardi di euro previsti complessivamente per tutte le attività del Gruppo nel mondo.
Vale la pena ricordare che pur in presenza di mercati internazionali difficilissimi per il settore auto, la Fiat, per evitare i licenziamenti, ha fatto ogni sforzo possibile per mitigare le conseguenze della crisi sui lavoratori, facendo ricorso a 30 milioni di ore di cassa integrazione nel 2009.
Al momento – conclude il comunicato – il Gruppo è impegnato nella preparazione del Piano Strategico per il 2010-2014 e qualsiasi anticipazione giornalistica è assolutamente prematura e priva di ogni fondamento>>.
Il comunicato segue le presunte indiscrezioni pubblicate dal quotidiano la Repubblica che in particolare, faceva riferimento al taglio del 15% dell’organico italiano da eliminare fra gli addetti al montaggio finale, in pratica si pescherebbe fra i 30.mila operai di linea che nei mesi scorsi sono rimasti fermi per due settimane quando ha cominciato a farsi sentire l’effetto dello stop agli incentivi.
Repubblica nel calcolo ha incluso anche i 1.500 dipendenti diretti di Fiat a Termini Imerese e i 500 dipendenti che andranno in mobilità volontaria a Cassino sulla base di un accordo sindacale firmato nei mesi scorsi, mentre nuovi erano i 2.000-2.500 addetti in meno alle Carrozzerie di Mirafiori e le 500 tute blu che il sindacato stima possano perdere il posto a Pomigliano in seguito al passaggio dalle produzioni Alfa alla Panda. L’amministratore delegato del Lingotto ha risposto alle illazioni fatte da Repubblica affermando: <<E’ la crisi più profonda che abbiamo visto in Europa e noi non abbiamo licenziato nessuno, abbiamo cercato di mantenere l’equilibrio sociale negli scorsi 24 mesi. Non vogliamo ricevere medaglie – ha aggiunto – ma picchiare l’unica realtà industriale che sta funzionando, che sta gestendo questo momento complesso è ingiusto in un momento come questo – ha continuato – è la cosa più sproporzionata che abbia mai visto, è quasi vergognoso. Stiamo gestendo un momento difficile nel miglior modo. Per Termini Imerese faremo tutto il possibile. Sull’ipotesi di scorporo delle attività’ auto del Lingotto se ci sarà qualcosa da dire lo diremo il 21 Aprile>>, ha concluso l’a.d.  (aggiornato ore 19:00)