Torino – Si è svolta a Torino l’assemblea degli azionisti Fiat presieduta da Luca Cordero di Montezemolo che ha aperto i lavori dedicando un ricordo di Francesco Paolo Mattioli, recentemente scomparso e riaffermando, poi, in via preliminare la centralità italiana del Gruppo: <<La nostra storia, le nostre radici e il nostro cuore sono e saranno in Italia. Tutte le operazioni internazionali sono sempre state fatte pensando all’Italia, facendo il tifo per l’Italia e avendo questo Paese come focus della nostra storia. La fase peggiore e più drammatica l’abbiamo lasciata alle spalle e iniziamo a intravedere una ripresa che sarà lunga e lente. Il gruppo Fiat é in buone condizioni – ha ribadito agli astanti Luca Cordero di Montezemolo- Anche per la Fiat il 2009 è stato un anno complicato, in tutti i settori, in particolare per i veicoli industriali e le macchine movimento terra. L’azienda ha saputo reagire con velocità raggiungendo e addirittura superando gli obiettivi che c’eravamo prefissati. Malgrado “le pessime condizioni dei mercati i risultati ottenuti dimostrano che il Gruppo Fiat è in buona salute. Abbiamo dovuto necessariamente rivedere – ha aggiunto Montezemolo – molti dei piani previsti, tra cui anche i lanci dei nuovi modelli. Ciò nonostante, abbiamo presentato alcune importanti novità di prodotto, tra cui mi sembra importante segnalare la Punto Evo. E’ la dimostrazione – secondo Montezemolo – che la Fiat è un’azienda che, per quanto difficile sia il contesto in cui si muove, continua a investire nel proprio futuro. In quest’ottica, – ha osservato il presidente di Fiat- vanno lette le importanti alleanze che abbiamo concluso nel corso dell’anno>>.
Il riferimento è all’accordo con Chrysler <<una delle più grandi operazioni – ha affermato – che si siano viste nel settore dell’auto negli ultimi decenni>>. Montezemolo ha poi ringraziato tutte le donne e gli uomini della Fiat nel mondo, che lavorano nelle fabbriche e negli uffici per assicurare alla nostra azienda altri importanti traguardi. Anche nel 2009, di fronte alle difficoltà e alle incertezze, la Fiat ha dimostrato di sapersi muovere con lucidità e lungimiranza. Ha dimostrato di essere un Gruppo coeso e compatto – ha concluso – che ha lavorato moltissimo e lo ha fatto in modo serio, trasparente e concreto. Il gruppo Fiat ha sempre mantenuto gli impegni presi. Di questo dobbiamo rendere merito a Sergio Marchionne – ha detto Montezemolo – che ha saputo creare e guidare un gruppo di persone di grande valore, capaci, determinate e coraggiose, che trasformano le difficoltà in opportunità e che vivono gli ostacoli come sfide da vincere. Su queste basi, su queste persone e su questa determinazione intendiamo costruire il futuro dell’azienda. Grazie quindi a tutti loro per quello che hanno fatto e continuano a fare ogni giorno>>. Il riferimento a Marchionne è stato accolto con un grosso applauso dagli azionisti presenti.
E il manager italo canadese, intervenuto subito dopo Montezemolo, ha ribadito: <<il nostro baricentro era e resta l’Italia. Oggi stiamo vivendo un altro gioco pericoloso, un nuovo tiro al bersaglio contro la nostra azienda – ha poi attaccato duramente l’amministratore delegato della Fiat – Mi riferisco non solo a quello che scrivono i giornali, che nella maggior parte dei casi fanno il loro lavoro e riportano dichiarazioni, penso piuttosto alle dichiarazioni di alcuni esponenti del mondo politico, sindacale e a volte imprenditoriale. La Fiat non pretende di essere salutata ogni giorno con le fanfare, ma non troviamo giusti nemmeno i fischi gratuiti, ci piacerebbe vedere un po’ di equilibrio. Nessuno può dire che viviamo alle spalle dello Stato o che vogliamo abbandonare il Paese – ha detto Marchionne nel suo intervento all’assemblea degli azionisti – Crediamo nel futuro italiano del Paese quello che va bene per l’Italia va bene anche per noi, ma non esistono rapporti a senso unico. La storia ha dimostrato che i profeti si sbagliavano – ha continuato Marchionne a- Purtroppo le sirene dei detrattori le abbiamo già sentite suonare altre volte. Nel 2004 non c’era una sola voce autorevole a scommettere sulla rinascita di questa azienda. La gara era indovinare la fine più cruenta. Era una gara fatta sulla pelle dei nostri lavoratori e su centinaia di migliaia di altri italiani che lavorano nella filiera dell’auto>>. Marchionne ha quindi chiesto <<rispetto per la Fiat, che fa delle gran belle macchine. Ogni azienda – ha detto – ha il diritto e il dovere di fare le proprie scelte>>.
E qui è chiaro il riferimento alla questio in acto Termini Imerese, sulla quale ha affermato: <<Per evitare i “soliti sospetti” voglio dire una cosa. Sappiamo che i sindacati, tra le varie alternative possibili, danno la priorità a quelle iniziative industriali con una forte vocazione automobilistica. Voglio ribadire che la disponibilità e la collaborazione della Fiat saranno le stesse anche in questa eventualità”, ha ribadito Marchionne che nel suo intervento ha parlato a lungo dello stabilimento di Termini Imerese. Siamo pronti – ha detto Marchionne – a mettere a disposizione lo stabilimento, a fronte di un piano che vada nella direzione da tutti auspicata, quella del mantenimento dei posti di lavoro. Non ci risulta che mai nessun costruttore al mondo abbia ceduto ad altri un impianto per favorire una nuova attività>>.
Marchionne ha anche annunciato che <<Pomigliano d’Arco diventerà il secondo più grande stabilimento italiano entro tre anni. La nostra attenzione per l’Italia non si ferma – ha sottolineato – Aumenteremo in modo significativo la produzione di autovetture in Italia>>.
Quanto a chi ha criticato l’elargizione dei dividendi agli azionisti visto il momento di crisi Marchionne ha affermato: <<Pagare i dividendi è un atto dovuto, ingiuste le accuse che ci sono state fatte. Accusare la Fiat di favorire gli azionisti può essere un argomento popolare, a patto di non ricordare che tra questi ci sono 215 mila piccoli azionisti, ovvero tutte quelle persone che hanno una modesta quantità di azioni Fiat. Anche pensando a chi possiede grandi quote di capitale – ha aggiunto Marchionne – si tratta comunque di un argomento del tutto ingiusto. Tutti gli azionisti hanno dovuto fare grandi sacrifici in questi ultimi anni>>. Una tesi, secondo Marchionne, sostenuta dai numeri: <<La Fiat di oggi – ha detto al riguardo – è un’azienda che è stata ricapitalizzata per più del 70% negli ultimi 17 anni. Il riferimento è agli aumenti di capitale sottoscritti tra il 1993 e il 2003 – ha continuato – ed anche al prestito convertendo del 2005, dal quale le banche coinvolte, almeno quelle che hanno avuto fiducia nell’impegno che avevamo preso con loro, hanno ricevuto un ritorno più che profittevole. Alla luce di tutte queste operazioni, risulta evidente – ha sostenuto Marchionne – da dove proviene la maggior parte del valore della Fiat di oggi. Su circa 11 miliardi di euro, che è quanto attualmente l’azienda vale in Borsa, quasi 8 miliardi derivano dall’impegno degli azionisti negli ultimi 17 anni.  Il coraggio dimostrato nel 2005 per mantenere il controllo della Fiat – ha concluso – è stato essenziale per garantirci la possibilità di continuare il nostro percorso di risanamento>>.
All’assemblea hanno preso parte 149 azionisti con circa 454.728.000 azioni ordinarie. I maggiori soci sono Exor con il 30,428%, Capital Research con il 4,778%, Fmr con il 4,16%, Blackrock con il 2,74%, azioni proprie Fiat Spa con il 3,23%. Sono assenti Roland Berger, Tiberto Brandolini d’Adda, Ratan Tata, Luca Garavoglio, Gian Maria Gros Pietro. (ore 11:00)