Cresce scia di sangue sulle strade italiane

Cresce scia di sangue sulle strade italiane

Roma – Non c’è logica o spiegazione valida che giustifichi la scia di sangue che ancora una volta ha attraversato l’Italia nel weekend.
38 morti, 13 avevano meno di 30 anni, ben 18 in più rispetto all’analogo weekend dello scorso anno. Sette i casi in cui sono decedute più persone, 10 gli incidenti registrati nella fascia oraria 22-06 con 12 morti. Dai dati di polizia e carabinieri emerge, inoltre, che quasi la metà degli incidenti mortali (il 43%) hanno visto coinvolti veicoli a due ruote.
Numeri che fanno accapponare la pelle nonostante il consueto impegno profuso da
Polizia e carabinieri nell’attivare i dispositivi di prevenzione e di vigilanza stradale a loro disposizione, impiegando, in totale, 37.604 pattuglie. Contestate 17.897 violazioni del codice della strada, con 26.358 punti decurtati, 844 patenti di guida e 595 carte di circolazione ritirate. Sono stati 13.823 i conducenti controllati, con etilometri e precursori. Quale la considerazione finale da fare a fronte di queste cifre? Quali i mezzi da mettere in campo per scongiurare la mattanza che fine settimana dopo fine settimana si consuma sulle nostre strade? La risposta ai quesiti non è solo difficile ma aprirebbe anche la via a un dibattito che finirebbe nello sfociare nei soliti luoghi comuni: colpa delle discoteche, colpa dell’alcol, colpa delle droghe, colpa dell’alta velocità, colpa dell’inesperienza al volante… Tutto pur di non riconoscere che forse è un po’ colpa di tutti noi che a parte la momentanea contrizione dettata dalle cruente immagini che la stampa mette in campo lunedì dopo lunedì, poco facciamo se non lasciare sole le Forze dell’Ordine alle prese con situazioni “de facto” piuttosto che mobilitarci e chiedere alle Istituzioni che i problemi vengano risolti “alla radice” anche se ciò dovesse andare ad intaccare gli interessi economici di questa piuttosto che di quella “casta”. Al momento, quindi, l’unica cosa che possiamo fare è rendere nota dell’ennesima scia di sangue del “sabato/domenica” sera.
Drammatica la contabilità delle vittime in Puglia dove otto persone hanno perso la vita, sei in scontri automobilistici e due in un incidente tra centauri. In Sardegna sono state 6 le vittime del week end. In Liguria, a Ventimiglia, una giovane donna, sbalzata dal sellino di una moto guidata da un amico, è morta investita da un’auto proveniente dalla direzione opposta. In Puglia il primo incidente è avvenuto sabato sera tardi nel tarantino, sulla statale Appia Taranto-Massafra, all’altezza dello stabilimento dell’Ilva. Le due auto coinvolte sono una Bmw e un’Alfa Romeo si sono scontrate frontalmente. Il secondo incidente nel brindisino: due coppie di fidanzati rientravano a casa dopo la discoteca ma la vettura, sulla strada provinciale 74 che collega San Pancrazio Salentino a Mesagne, è uscita di strada schiantandosi prima contro un muretto e poi contro un albero. Nel terzo incidente sulla provinciale Grumo-Cassano nel barese, ha perso la vita un uomo di 37 anni. Era da solo in auto, ha perso il controllo forse per l’asfalto reso viscido dalla pioggia. Nella tarda mattinata, sulla statale 89 che collega Foggia a Manfredonia, sono morti un 31enne e un 39enne: erano alla guida di due motociclette della stessa marca e dello stesso tipo, una Yamaha R6. Sembra che uno dei due, uscendo da una stazione di rifornimento non si sia accorto del sopraggiungere dell’altro e lo abbia investito.
Tutti centauri anche le quattro vittime di tre diversi incidenti stradali avvenuti in Emilia Romagna. Una era una donna, ha perso la vita sull’Appennino bolognese: con il suo mezzo chiudeva la fila di un gruppo di moto. Alle porte di Ravenna sono, invece, morti due giovani romeni di 16 e 29 anni: a bordo di una potente Kawasaki hanno tamponato un’auto sulla quale si trovavano due coppie di romeni che hanno riportato ferite lievi. (ore 17:00)

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