Roma – Il Codacons ha elaborato i dati relativi ai prezzi di  benzina e gasolio, confrontandoli con i listini in vigore lo scorso anno nel periodo di Pasqua, ed ha determinato che il periodo pasquale costerà caro agli italiani.
<<Oggi la benzina ha toccato quota 1,419 euro al litro, mentre il gasolio arriva a costare 1,249 euro/litro. Lo scorso anno, in occasione delle vacanze di Pasqua, la benzina costava mediamente 1,214 euro/litro e il diesel 1,074 euro/litro. Visto che la matematica non è un’opinione – ha detto il presidente Codacons, Carlo Rienzi – i conti sono presto fatti: chi deciderà di partire per le vacanze di Pasqua, dovrà mettere in conto rispetto allo scorso anno un aggravio di spesa pari a 10,25 euro per un pieno di benzina, e 8,75 euro per un pieno di gasolio. Si tratta di  aumenti stratosferici che peseranno come macigni sulle tasche degli automobilisti – prosegue Rienzi – Ancora una volta l’esodo degli  italiani diventa l’occasione per rincari selvaggi alla pompa, a tutto beneficio delle compagnie petrolifere, dimostrando come nel nostro  paese manchino del tutto strumenti in grado di limitare la crescita fuori misura dei listini, e controllare che l’andamento dei prezzi alla  pompa sia in linea con le quotazioni internazionali del petrolio>>.
Nonostante le premesse Agriturist (Confagricoltura), ha fatto sapere che la richiesta di agriturismo è in crescita del 15% rispetto all’anno precedente nel periodo di Pasqua. Prenotazioni per poco meno di 350 mila presenze (70% sui 197 mila posti letto del settore  per una media di 2,5 giorni), e un fatturato, compresa la ristorazione e i servizi ricreativi e culturali, di circa 60 milioni di euro.  Le  regioni più richieste restano, come lo scorso anno, Toscana, Campania, Lombardia, Lazio e Puglia; ma le vere sorprese della  Pasqua 2010 sono Campania (che si lascia definitivamente alle spalle l’emergenza rifiuti) e Puglia, con un incremento di domanda nell’ordine, rispettivamente, del 25% e del 18%. La crisi continua a farsi sentire in Toscana e Umbria, che sono comunque le  regioni a più alta densità di offerta agrituristica. Fra le province, in evidenza, oltre a quelle campane, Siena e Roma. Per quanto  riguarda la domanda estera, debole il riscontro da Germania (- 9%) e Gran Bretagna (- 21%) mentre crescono gli ospiti  provenienti dalla Francia (+16%). (ore 16:30)