Roma – Il presidente delle Fs, Innocenzo Cipolletta, a margine di un convegno alla Luiss di Roma, ha annunciato che le Ferrovie sono finalmente venute fuori dall’emergenza conti con una riduzione del disavanzo pari a 1,8 miliardi di euro e puntano al pareggio nel 2009.
<<Abbiamo ridotto il disavanzo delle Fs – ha detto Cipolletta – in maniera consistente: dai 2,2 miliardi del 2006 siamo passati a 400 milioni nel 2007, con una riduzione di 1,8 miliardi. E’ evidente che il nostro obiettivo con il piano industriale è quello di arrivare al pareggio nel 2009. Ma, per raggiungerlo è essenziale che ci sia una definizione dei contratti di servizio>>. 
Nell’occasione Cipolletta ha anche dato la sua ricetta per migliorare i servizi delle Ferrovie dello Stato.
Secondo il manager occore definire i contratti di servizio di durata quinquennale, in modo da potere programmare piani d’investimento.
<<Per il gruppo Fs – ha spiegato – è importante che si possano definire i contratti di servizio per un periodo di tempo che permetta di investire: cinque anni dovrebbe essere la durata normale. I contratti di servizio devono essere definiti per un periodo di tempo sufficientemente lungo per consentire all’impresa di far fronte a tutte le esigenze per soddisfare i contratti: sia il servizio universale per quanto riguarda le tratte nazionali, sia i contratti di servizio con le Regioni, sulla base dei quali compriamo treni e materiale rotabile per offrire i servizi migliori>>.
In previsione di un incontro con il nuovo Esecutivo, sul fronte delle infrastrutture, poi, il presidente del Gruppoha precisato di avere interesse per <<tutto quello che consenta un’accelerazione dei lavori nel rispetto dei diritti di tutti, ma consentendo di portare a termine le opere in tempi ragionevoli, visto che i costi rischiano di crescere a causa dei tempi lunghi di realizzazione e diventa difficile finanziarli sui mercati, perché non se ne conoscono i tempi. Se vengono normative che riescono in qualche modo a snellire e ad accelerare i tempi, sono certamente positive>>.
Di tutt’altro avviso relativamente ai conti del Gruppo FS è la Corte dei Conti che ha esaminato l’andamento dell’azienda relativo al biennio 2005-2006 ed ha decretato che: <<Ferrovie dello Stato è un gruppo che non va bene, quindi, ‘appaiono necessari interventi organici e con effetti durevoli. Il biennio 2005-2006 ha segnato un momento di particolare criticità per il Gruppo FS e per Ferrovie dello Stato S.p.A. A poco più di un quinquennio dalla ristrutturazione societaria e dalla scelta politica multisocietaria – ha rilevato la magistratura contabile – il nuovo modello organizzativo, oramai completamente realizzato, non pare aver giovato, come era nelle aspettative, al superamento delle difficoltà e disfunzioni, già in precedenza, in parte, manifestatesi e che nel 2006 sono emerse in tutta la loro evidenza, sia sotto il profilo operativo sia sotto il profilo della sostenibilità finanziaria.
A tale situazione si è pervenuti per il Gruppo con un costante incremento dei costi della produzione (prima degli ammortamenti, svalutazioni, accantonamenti ed altri oneri) che sono cresciuti di 482 milioni nel 2006, di 927,5 milioni nel 2005 e del notevole valore di 1.760 milioni di Euro nel periodo 2002-2006. A questi non si è contrapposta una contestuale proporzionale crescita dei ricavi delle vendite e prestazioni (incrementatisi di 94 milioni di Euro nel 2005, di 208 milioni di Euro nel 2006 e di 368 milioni di Euro nel periodo 2002-2006).
Ad avviso della Corte, l’esigenza che si pone in primo piano è quella di una <<razionalizzazione’ dei rapporti tra Gruppo Fs e Stato, nell’interesse della Comunità nazionale e del Gruppo stesso, proprio al fine di una proficua ed economica utilizzazione delle rilevanti risorse impiegate. In particolare, v’è esigenza di certezza e di rispetto degli impegni vicendevolmente assunti e, a questo propo