Roma – Potrebbe durare 48 ore il blocco dei cieli del Nord Europa causato dalla gigantesca nuvola di cenere vulcanica in arrivo dall’Islanda.
Sono gravissime le conseguenze dell’eruzione del vulcano Fimmvorduhals, situato sul ghiacciaio Eyjafjallajokul in Islanda. Dalla Gran Bretagna alla Danimarca lo spazio aereo è diventato off limits per i rischi legati alla cenere dispersa nell’aria e trasportata dai venti, che, oltre a limitare la visibilità, può danneggiare i reattori degli aerei.
L’intero spazio aereo britannico resterà chiuso fino a domattina. Stessa scelta anche per il governo danese (a partire dalle 17 ora locale, le 19 in Italia). Anche Norvegia e Svezia hanno annunciato la chiusura quasi totale dello spazio aereo, giudicando troppo rischiosi i voli. E la lista dei Paesi che hanno detto stop ai voli si allunga di ora in ora.
Gran Bretagna. Lo spazio aereo britannico è stato chiuso a tutti i voli in arrivo a partire dalle 12 ora locale (le 13 in Italia). Lo stesso è avvenuto per lo spazio aereo irlandese.
Intanto l’aviazione civile ha fatto sapere che il blocco si potrà estendere anche agli scali di Francia e Germania.
Ritardi e disagi sin dalle prime ore della mattinata negli scali internazionali americani. Tantissimi sono i voli cancellati a causa della nube di cenere che sta mettendo in ginocchio il traffico aereo di mezza Europa. Tutti i passeggeri giunti allo scalo newyorchese di Jfk, diretti al Regno Unito, sono rimasti a terra. Il desk della British Arways ha comunicato loro che l’Autorità britannica dell’aviazione civile ha azzerato ogni volo, che non sia d’emergenza, fino alle 13 di pomeriggio ora della east coast. Cancellazioni e ritardi anche all’aeroporto internazionale di Chicago. La portavoce dello scalo di O’Hare ha raccomandato a tutti i viaggiatori di verificare se il proprio volo è stato cancellato o meno prima di arrivare all’aeroporto. I disagi negli Usa sono cominciati ieri sera sulla costa del Pacifico. June Taboroff, americana che vive a Londra, era già salita sull’aereo ieri sera a San Francisco ed è rimasta a bordo per più di un’ora in attesa di partire. Nel frattempo le ceneri provenienti dall’Islanda hanno peggiorato la situazione negli scali inglesi e il volo è stato cancellato. <<La compagnia mi ha detto che partiremo venerdì al più presto e come premio di consolazione ci ha dato l’upgrading in business>>.
La nuvola di cenere che dall’Islanda si sta estendendo a tutto il nord Europa non rischia di provocare cambiamenti sul clima, anche se potrebbe spingersi fino all’Italia. Lo afferma Giampiero Maracchi, ordinario di climatologia all’Università di Firenze. <<E’ difficile fare previsioni sull’andamento della nuvola finché non si saprà esattamente che massa abbia – spiega l’esperto – quello che si può già dire è che sembra molto più piccola di quella sprigionata dalla famosa eruzione del 1991 in Indonesia che rimase in giro per l’atmosfera del pianeta per due anni provocando veri e propri cambiamenti climatici>>. Secondo Maracchi non è escluso che le ceneri arrivino in Italia: <<Dipenderà appunto dalla massa totale di materiale espulso nell’atmosfera, che ancora non è stata stimata dai vulcanologi – spiega – potrebbe anche proseguire la sua corsa fino da noi, ma dubito fortemente che possa starsene in giro per due anni>>.
I voli sono stati sospesi su tutta la Gran Bretagna, l’Irlanda e la Danimarca, mentre in Norvegia e’ stato chiuso lo scalo di Oslo ed interdetto il traffico aereo su gran parte del nord del Paese. Difficolta’ si registrano anche in Svezia e in Belgio, dove potrebbe essere chiuso in giornata l’aeroporto di Bruxelles. Conseguentemente, si susseguono le cancellazioni e i ritardi dei voli diretti verso questi Paesi o di quelli la cui rotta interseca lo spazio aereo islandese. Ironicamente, sottolinea il sito di informazione IceNews, l’aeroporto internazionale di Keflavik nel nordovest dell’Islanda rimane aperto: le ceneri si muovono verso est. Lo spazio aereo britannico e’ stato chiuso a tutti i voli in arrivo a partire dalle 12 ora locale (le 13 in Italia). Lo stesso e’ avvenuto per lo spazio aereo irlandese, almeno fino alle 20 di questa sera. In Danimarca, le autorità hanno deciso la chiusura dello spazio aereo a partire dalle 18 (locali, stessa ora italiana). In Norvegia, tutto il traffico all’aeroporto di Oslo, e’ stato annullato dalle 10.00. In precedenza, le autorità avevano sospeso i voli nel nord e nell’ovest del Paese. ”Si erano già verificate eruzioni in Islanda, che avevano prodotto nuvole di cenere. Ma mai di queste dimensioni”, ha detto alla Cnn il portavoce delle autorità dell’aviazione civile norvegese. In Svezia la navigazione aerea e’ stata totalmente interrotta la notte scorsa a nord dell’aeroporto di Skellefteaa, 200 chilometri a sud del circolo polare, e nel resto del paese ci sono numerosi ritardi e non sono esclusi altri blocchi. Anche nel nord della Finlandia ci sono delle interruzioni ai voli. Il vulcano, il sesto per grandezza dell’Islanda, si trova sotto il ghiacciaio Eyjafjallajokull, circa 160 chilometri ad est della capitale Reykjavik. <<L’eruzione sta facendo fondere parti del ghiacciaio>>, ha confermato il responsabile della Protezione civile islandese, Rognvaldur Olafsson. Il blocco del traffico aereo e’ dovuto al fatto che le ceneri vulcaniche causano scarsa visibilità e potenzialmente possono danneggiare i reattori degli aerei. L’eruzione ha provocato anche inondazioni nella parte meridionale dell’isola che non hanno provocato vittime ne’ danni significativi. L’area interessata dall’eruzione era stata evacuata dalle autorità, circa 800 persone sono state trasferite in luoghi più sicuri. (ore 15:00)