Torino – Torino – Sergio Marchionne ha alzato il sipario sul piano industriale dei Gruppi Fiat e Chrysler, ha presentato conti in miglioramento nel primo trimestre ed ha  annunciato che quest’anno il mercato dell’auto registrerà una forte decelerazione a causa della mancanza di incentivi. Il Lingotto archivia i primi tre mesi dell’anno con un risultato netto prossimo al pareggio e ricavi in forte crescita. In particolare, registra una perdita pari a 21 milioni di euro contro i 411 milioni di rosso segnati nello stesso periodo del 2009. I ricavi sono invece aumentati del 14,7% a 12,9 miliardi di euro, con Fiat Group Automobiles che ha conseguito un incremento del 22,1%. Confermati gli obiettivi del 2010, <<un anno di transizione e stabilizzazione>>, ha detto Marchionne, che prevedono un risultato netto vicino al break-even, ricavi superiori a 50 miliardi di euro, un utile della gestione ordinaria tra 1,1 e 1,2 miliardi e un indebitamento netto industriale superiore ai 5 miliardi.
<<Quello che appena passato è stato un trimestre anomalo – ha detto Marchionne – in cui abbiamo continuato ad avvantaggiarci della coda degli incentivi 2009. Nel 2010 prevediamo un calo del del 15% del mercato in Europa mentre il calo della domanda in Italia si potrà vedere nel secondo semestre dell’anno ma, comunque, senza incentivi le vendite scenderanno del 30%. Chiudiamo un anno di crisi con risorse più che adeguate per passare ad un clima economico che si preannuncia di nuovo normale>>.
Marchionne ha anche detto che tutti gli obiettivi di Fiat, dal 2004 al 2008, sono stati raggiunti se non superati e che la partnership con Chrysler <<è un passo fondamentale per il futuro della Fiat, perchè ci permette di raggiungere un’adeguata massa critica per ottenere grandi economie di scala, di aumentare i volumi associati alle singole piattaforme, di sfruttare ogni possibile sinergia e di estendere la nostra presenza geografica>>.
Per quanto riguarda i brand sportivi e di lusso, Ferrari e Maserati, l’azienda di Maranello ha registrato un calo dei ricavi del 6,1%, a 414 milioni di euro, nel primo trimestre rispetto allo stesso periodo del 2009, quando i volumi di vendita avevano solo iniziato a risentire degli effetti negativi della crisi economica. Il calo è principalmente riconducibile al differente mix di prodotto venduto. Nel trimestre sono state consegnate alla rete 1.585 vetture, volumi sostanzialmente in linea rispetto al primo trimestre 2009 (1.571 vetture lo scorso anno, +0,9%). Ferrari ha chiuso il primo trimestre con un utile della gestione ordinaria di 39 milioni di euro (54 milioni di euro nel primo trimestre 2009). La flessione e’ riconducibile, da un lato, al mix di prodotto meno favorevole e, dall’altro, al fatto che la recente F458 Italia ha fornito un contributo limitato al risultato del periodo. Maserati, da parte sua,  ha realizzato nei primi tre mesi dell’anno ricavi pari a 127 milioni di euro, con un incremento del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2009. Tale crescita è principalmente attribuibile all’ottimo andamento della nuova GranCabrio che sta riscuotendo un buon successo in tutti i mercati in cui il Tridente opera. Nel trimestre le vetture consegnate alla rete sono state 1.205, con un aumento del 4,1% rispetto allo stesso periodo del 2009. Il risultato della gestione ordinaria del primo trimestre 2010 è stato positivo per 4 milioni di euro, registrando un miglioramento rispetto ai 3 milioni di euro dello stesso trimestre del 2009.
Marchionne, durante l’investor day, con standing ovation per il neo presidente del Gruppo, John Elkann, ha illustrato anche i risultati del Gruppo Chrysler che ha chiuso il primo trimestre del 2010 con un utile operativo di 143 milioni di dollari, contro una perdita di 297 milioni nel quarto trimestre 2009. I ricavi sono passati da 9,434 a 9,687 miliardi di dollari, le perdite sono scese da 2,691 miliardi a 197 milioni. In crescita anche le quote di mercato, che passano dall’8,1% (nel quarto trimestre 2009) al 9,1% sul mercato Usa, e dall’11,6% al 13,7% sul mercato canadese. Il cash flow sale da 5,9 a 7,4 miliardi, la liquidità totale da 8,3 a 9,8 miliardi.
Fiat Group Automobiles prevede, inoltre,  di produrre in Italia per il 2014 un totale di 1,4 milioni di auto, oltre a 250mila veicoli commerciali: il 65% della produzione verra’ esportato, contro il 40% del 2009. Il Gruppo si impegna anche a investire in Italia i 2/3 del totale previsto di 26 miliardi di euro, oltre a 4 miliardi di spese di ricerca e sviluppo. I diversi marchi Fiat nel periodo tra il 2010 e il 2014 produrranno 34 nuovi modelli e 17 restyling, due terzi saranno prodotti dal Gruppo Fiat e il restante terzo dal Gruppo Chrysler.
Per arrivare a queste cifre Fiat chiede d’altro canto la piena utilizzazione degli impianti, il rigoroso contenimento del costo del lavoro, la flessibilità nella risposta ai bisogni del mercato, l’accesso a periodi temporanei di messa a riposo durante la fase di industrializzazione. Marchionne ha sottolineato che si tratta <<di un nuovo modello di lavoro basato su un impegno congiunto per il futuro. Ci vogliono almeno 4 anni per tornare ai livelli della domanda sul mercato europeo uguali al 2007. Questo significa che è necessario trovare una migliore integrazione tra Fiat e Chrysler per utilizzare al meglio le loro organizzazioni produttive e per i loro prodotti. Sono sei i pilastri del piano industriale al 2014: il ritorno dei volumi in Europa ai livelli prima della crisi, un ottimo posizionamento della produzione tra Fiat e Chrysler, la piena integrazione del portafoglio di prodotti tra i due costruttori con Jeep posizionato come marchio globale, Chrysler pienamente integrato in Lancia (esclusa la Gran Bretagna) e Dodge brand di performance nell’area Nafta con nuovi prodotti integrati nel brand Fiat nel tempo. Inoltre è necessario sviluppare il brand Alfa Romeo come premium per farlo tornare nel mercato Nafta assieme all’alto di gamma Maserati, una crescita del 43% in Brasile sul 2009 a circa 4,3 milioni di unità nel 2014 e circa 2,8 milioni di unità nel resto dell’America Latina nel 2014 (+40% sul 2009) e uno sviluppo di prodotto tra Fiat e Chrysler per un’ottimizzazione dei costi>>.
A proposito dello scorporo delle controllate industriali del gruppo Fiat, Marchionne ha spiegato che <<non ci sono significativi ostacoli>>. di natura finanziaria. Lo spin-off avverrà nell’arco di sei mesi,  sarà fiscalmente neutrale e non darà luogo al diritto di recesso da parte degli azionisti. <<Tecnicamente – ha detto Marchionne – si tratterà di una scissione parziale proporzionale, e la nuova Fiat Industrial avrà le stesse tre classi di azioni della Fiat. Ogni azionista avrà una azione FI per ogni azione detenuta>>. (ore 17:30)