Roma – Si è concluso l’incontro fra i vertici Fiat e il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, per illustrare all’esecutivo il piano industriale 2010/2014.
Il piano è stato chiarito dall’a.d. Sergio Marchionne insieme al neo presidente John Elkann al ministro dello Sviluppo Economico che ha commentato:<<L’impegno è quello di aumentare la produzione dell’auto per garantire la stabilità dell’occupazione e la crescita dei posti di lavoro. Quanto allo scorporo dell’auto previsto dal piano, si tratta di un’iniziativa utile per focalizzare meglio sull’auto l’impegno della Fiat>>.
Il governo ha dunque confermato ai vertici Fiat <<l’atteggiamento di positività nei confronti di questo piano che – per Scajola – conferma l’interesse della Fiat per l’Italia, con grandi investimenti negli stabilimenti italiani e raddoppio della produzione auto. Il Lingotto, dice ancor il ministro, si conferma una grande azienda italiana che oggi, con l’alleanza con Chrysler, diventa uno dei più grandi gruppi del mondo, aumentando anche la gamma dei prodotti nei diversi segmenti della produzione italiana>>. Inoltre, in una nota il ministro informa di avere <<rivolto al presidente Elkann gli auguri di buon lavoro e dopo aver espresso apprezzamento per il nuovo piano industriale del gruppo, che conferma la centralità dell’Italia, ha concordato con l’amministratore delegato Marchionne un percorso di confronto con il Governo e le Parti sociali che riguarderà il nuovo piano nel suo complesso e l’impatto sui singoli stabilimenti italiani>>.
Contento Sergio Marchionne che uscendo dal ministero ha commentato: <<L’incontro è andato bene>>. Quanto all’annunciato raddoppio della produzione di auto nell’arco del piano industriale 2010-2014 l’a.d. ha scherzato: <<Ha visto? Facciamo miracoli!>>.
Ai giornalisti al termine dell’incontro Marchionne ha spiegato :<<Anche se ci vorranno cinque anni per spenderli, faremo più o meno venti miliardi di investimenti: direi che i sindacati si possono accontentare>>. Alla domanda se l’annunciato aumento dell’occupazione dei dipendenti Fiat in Italia sarà al lordo o al netto della chiusura dello stabilimento siciliano di Termini Imerese Marchionne ha tagliato corto: <<Il discorso su Termini è stato già chiuso>>. Resta aperta la vertenza Pomigliano, tanto che Marchionne ha dichiarato: <<A Pomigliano bisogna chiudere e se non si chiude l’investimento non parte. La cosa importante è trovare l’accordo. Senza l’accordo non si possono fare gli investimenti: ci sono 700 milioni che stanno aspettando che qualcuno decida di mettersi d’accordo. Sono disposto – ha detto – a non investire se non troviamo l’accordo >>. Rispondendo alla domanda se ci saranno perdite di posti di lavoro allo stabilimento di Mirafiori ha detto: «Il potenziamento di Mirafiori sarà incredibile, lì bisogna fare più di 200 mila vetture l’anno>>. (ore 12:30)