Bruxelles – Siim Kallas, portavoce del commissario Ue ai Trasporti, è stata enormemente critica sulla gestione della crisi dei cieli Europei innescata dal vulcano islandese  Eyjafjallajökull.
<<Quando giovedì s’è trattato di affrontare la minaccia della nube islandese le autorità nazionali europee hanno dato interpretazioni diverse a segnali diversi, per poi arrivare a risposte diverse – ha detto – Se ci fosse stato il controllore centralizzato a cui lavoriamo da anni, il problema si sarebbe risolto nel giro di poche ore>>.
In pratica la Kallas dà sostanzialmente ragione alle compagnie aeree inviperite anche alla luce dell’enormità degli introiti persi. L’Associazione internazionale del trasporto aereo stima che la crisi le sia costata 1,26 miliardi di euro in sei giorni.
La decisione di chiudere o meno lo spazio aereo, però, è responsabilità puramente nazionale, di fatto, quindi le compagnie aeree hanno torto. Gli orientamenti vengono definiti dalle singole autorità (per esempio l’Enac in Italia) e attuati da Eurocontrol, agenzia bruxellese indipendente, che ha il compito di raccogliere le informazioni dagli stati, coordinarle e tracciare i piani di volo sui percorsi disponibili. La nuvola nera proveniente dall’Islanda ha fatto andare in tilt il sistema. I comportamenti sono stati disomogenei, scomposti e lenti. <<Un patchwork di strategie che ha peggiorato uno scenario già negativo – spiegano alla Commissione Ue – Solo lunedì i governi nazionali si son resi conto che bisognava cambiare>>.
L’esigenza di rimettere in moto il sistema dei trasporti per riportare decine di migliaia di persone a destinazione, e la consapevolezza di aver creato un caos per giusta precauzione, piuttosto che sulla base di dati scientifici attendibili si è fatta pressante già nel fine settimana. Lunedì i ministri dell’Industria hanno stabilito le tre zone per decreto, senza che la mappa del Vaac di Londra fosse cambiata. Se domenica non si volava e martedì sì, vuol dire che in una delle due occasioni non si era fatta la scelta giusta. <<La sicurezza è prima di tutto – ha assicurato il commissario europeo ai Trasporti, il finlandese Siim Kallas – ma non potevamo restare fermi ad aspettare che la nuvola si spostasse>>.
Per evitare che tali disagi si ripenato in futuro, quindi, si terrà presto una riunione dei ministri dell’Industria dell’Unione europea. Il primo scopo è accelerare il pacchetto di norme comunitarie detto «Cielo unico», che dovrà entrare in vigore col 2012 e portare gestione unica e integrata dello spazio aereo europeo: un pacchetto che aveva come scopi soprattutto la liberalizzazione e una maggiore integrazione del mercato unico, ma che ora viene visto come indispensabile anche dal punto di visto della regolazione. (ore 13:00)