Roma – Si riunirà oggi pomeriggio, in anticipo sulla data prevista del 26 Maggio, il Consiglio di amministrazione dell’Alitalia: all’ordine del giorno non ci dovrebbe essere l’approvazione del bilancio 2007 che verrà esaminato dal Consiglio lunedì prossimo, nonostante voci sempre più insistenti che affermano la concreta possibilità che Deloitte non certifichi il bilancio e che il presidente Aristide Police sia orientato a dimettersi per lasciare a un amministratore con pieni poteri il processo di ricapitalizzazione.
Intanto il Governo è al lavoro per trovare una soluzione all’annosa questione della cessione della compagnia di bandiera.
<<Il problema è complesso – ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli – ma su Alitalia, troveremo la soluzione: stiamo lavorando, lasciateci lavorare ancora qualche giorno>>. E Bruno Ermolli, il superconsulente che sta esaminando il dossier Alitalia su mandato del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sta mettendo a punto in silenzio il progetto di cordata italiana promesso dal premier, non ne svela ancora i contenuti, ma mostra fiducia: <<L’Italia – ha detto – avrà una grande compagnia aerea di bandiera nel 2015 quando si terrà l’Expo. Io ci credo>>.
E tocca ancora al ministro dell’Economia, come azionista, definire in che contesto va riaperto il dossier privatizzazione.
E’ anche per questo motivo che quando Ermolli ha chiesto di esaminare i conti della compagnia il cda ha risposto che la richiesta va formalizzata secondo le “indicazioni di contesto” ancora attese dal Tesoro. <<Abbiamo fatto un’ampia relazione alla presidenza del Consiglio dei ministri, è presto per parlare di cifre>>, ha detto Ermolli rispondendo ad una domanda sulle indiscrezioni di stampa che indicano una base di 1,4 miliardi.
Intanto la compagnia continua ad accumulare perdite e a consumare la cassa con un debito a quota 1,35 miliardi al 30 aprile a cui vanno aggiunti i 300 milioni del prestito ponte del governo. Oggi il Senato ha approvato il decreto legge che garantisce la cifra stanziata in favore dell’ Alitalia, ora il dl passa alla Camera. Tutti i gruppi parlamentari hanno votato a favore mentre non hanno partecipato al voto, per protesta, i tre senatori radicali che fanno parte del Pd: Emma Bonino, Donatella Poretti e Marco Perduca. Il prestito, essenziale per mantenere artificialmente in vita Alitalia rinviando una crisi di cassa che avrebbe portato al commissariamento, resterà comunque sotto il rischio di una bocciatura di Bruxelles che attende chiarimenti dal governo entro il 30 maggio.
Per quella data il Governo, per evitare che il prestito venga giudicato un aiuto di stato non consentito, potrebbe presentare alla Commissione un “piano industriale”, l’atteso progetto di salvataggio della compagnia. Intanto oggi il titolo, trattato in un’asta unica di chiusura, segna un rialzo teorico del 9,29% mentre in Borsa. (ore 10:10)