Torino – Luca di Montezemolo, ex presidente Fiat, alla presentazione del quarto Rapporto Luiss “Generare classe dirigente”, parte dalla sua esperienza personale a Torino e sul filo del parallelismo prova a spiegare come, secondo lui, il Paese può uscire dall’empasse in cui si trova.
<<Fiat – ha detto – è un gruppo internazionale che guarda all’Italia come la base per la conquista di nuovi mercati e non come un rifugio dentro cui nascondersi. Nel 2004 – ha ricordato – la Fiat era un’azienda sull’orlo del baratro, un’azienda profondamente malata su cui nessuno avrebbe scommesso. La malattia della Fiat si chiamava autoreferenzialità. Negli ultimi anni l’azienda, dopo un lungo periodo di straordinari successi, aveva ritenuto che le sue priorità fossero quelle di presidiare i cosi detti salotti buoni e di chiudere il mercato alla concorrenza, piuttosto che produrre e vendere vetture di successo. Questa attitudine aveva fatto smarrire al Gruppo il senso della propria missione. Non che difettasse di centri di eccellenza – precisa l’ex presidente -, anzi: ma senza un collante capace di metterli insieme e di finalizzarne l’azione verso un obiettivo comune nessun progresso sembrava possibile ed il declino appariva inevitabile. Anche nel caso della Fiat tutti i fattori, interni ed esterni, erano avversi e si trovava nell’angolo, con la guardia abbassata e le gambe molli in attesa del ko. L’azienda – ha proseguito Montezemolo – ha compreso il rischio mortale insito nel sentirsi appagata e nell’illudersi che il prestigio e i successi del passato possano costituire una garanzia il futuro. Tre i cardini del successo: ritrovare il senso della propria missione; accettare le sfide e fare squadra senza perdere tempo in personalismi, conflitti e divisioni>>.
<<La scorsa settimana – ha concluso – la Fiat ha iniziato una nuova sfida che si realizzerà nei prossimi quattro anni. Ho ritenuto giusto lasciare il passo ad un giovane che come rappresentante degli azionisti potrà seguirla dall’inizio alla fine ed è pienamente all’altezza del suo ruolo>>.
POMIGLIANO – Per il ministro Claudio Scajola lo stabilimento di Pomigliano d’Arco sarà la seconda fabbrica Fiat in Italia dopo Melfi. Per il ministro dello Sviluppo economico il sindacato ora <<deve svolgere un ruolo molto importante>>. (ore 16:30)

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