Roma – Fumata bianca, anzi nera, no… bianconera. Per il futuro della Fiat di Pomigliano non c’è stata la unanimità dei sindacati nelle riunione di stasera a Roma e conclusasi dopo lunga ed estenuante discussione. La proposta sottoposta all’azienda ai sindacati è stata accettata da Fim-Cisl, Uilm, Ugl e Fismic mentre si riserva un giudizio la Fiom. L’accordo verrà ora sottoposto ad un referendum tra i lavoratori. Secondo quanto si apprende la Fiat avrebbe infatti precisato al tavolo della trattativa che <<qualora la situazione individuata con Fim, Uilm, Fismic e Ugl non risultasse praticabile, la responsabilità del mancato investimento a Pomigliano ricadrebbe tutta sulla Fiom>>.
Da Venezia Sergio Marchionne, a.d. del Gruppo torinese, ha fatto sapere che <<il futuro della Fiat  non è l’America>> e che <<la scelta di continuare o meno a fare vetture in Italia non dipende da me. La maggior parte dei dipendenti è in Italia ma, ribadisco, continuare a fare vetture in Italia non dipende da me. Io ci ho messo l’impegno e abbiamo messo capitale a disposizione. Ma gli stabilimenti devono produrre, se non si produce non si può fare nulla di concreto e bisogna andare altrove>>. (ore 22:30)