Roma – La segreteria della Cgil dice <<sì alla difesa dell’occupazione e alla necessità di rendere pienamente produttivo il futuro investimento>>, sottolineando tuttavia il rischio che <<la proposta di accordo possa violare leggi e Costituzione>>.
Per la Cgil, comunque, <<tocca alla categoria dei metalmeccanici promuovere la discussione>>.
<<A Pomigliano, nel territorio e nella provincia non vi sono alternative alla vita di quello stabilimento e del suo indotto  – rileva la segreteria dell’Organizzazione, secondo la quale quindi – é essenziale che si dia corso all’investimento annunciato dalla Fiat ridando certezza al territorio. L’utilizzo degli impianti, la produttività e la flessibilità sono temi sempre negoziati, come dimostrano le proposte fatte dalla stessa categoria e gli accordi sottoscritti in tutti i settori e in tutte le aziende>>. Nella proposta consegnata da Fiat, però, vengono <<introdotti temi che coinvolgono diritti individuali che non possono essere contrapposti al lavoro>>.
I sindacati dei metalmeccanici sono stati quindi convocati domani pomeriggio nella sede di Confindustria, a Roma, alle ore 14 per discutere dell’accordo sullo stabilimento di Pomigliano. La convocazione della Fiat è stata indirizzata a Fim, Uilm e Fismic e per conoscenza anche alla Fiom, che non ha siglato l’intesa di venerdì scorso. All’ordine del giorno, in particolare, c’é la Commissione paritetica (la cosiddetta commissione di garanzia o raffreddamento) da istituire sulla clausola di responsabilità e sulle sanzioni, che andrà a integrare il testo dell’8 giugno.
Intanto, Andrea Amendola, della segreteria provinciale della Fiom-Cgil, comunica che l’attivo della Fiom a Pomigliano d’Arco propende per il “no” all’accordo con la Fiat.
Quanto a Fiat, mattinata di deciso rialzo a Piazza Affari dopo l’accordo firmato venerdì scorso da Cisl e Uil sullo stabilimento di Pomigliano. Il titolo sale del 2,58% a 9,16 euro. Il Lingotto ha anche annunciato, sostengono fonti sindacali, il ricorso a una settimana di cassa integrazione agli Enti Centrali di Mirafiori. Il provvedimento, sempre da quanto si apprende dalle stesse fonti, programmato dal 12 al 18 luglio, interesserà circa 2.200 addetti, di cui la maggior parte impiegati. (ore 17:30)