Novegro – Novegro, a pochi metri dall’aeroporto di Linate, il cielo grigio minacciava pioggia e nulla faceva presagire che invece, all’interno del padiglione principale del Centro espositivo, brillasse il sole, era il sole alimentato dall’entusiasmo degli alfisti, che si apprestavano a festeggiare, con qualche giorno d’anticipo, il Centenario della Casa milanese. I padiglioni di Novegro, costituiscono il vero scrigno, nel quale grazie all’Asi al Cmae e all’Alfa Blue Team, sono raccolti 100 preziosi modelli Alfa Romeo, tra i quali due Autocarri, tre motoscafi e tre motori d’aviazione a testimonianza di tutta l’attività industriale di quella che fu la Casa del Portello, poi diventata la Casa di Arese.
Una storia complessa e irta di difficoltà quella di questo costruttore,  iniziata il 24 giugno del 1910 con la firma dell’atto costitutivo da parte da parte di un gruppo di industriali milanesi, che raccolsero il testimone dalla francese Darracq, creando un’auto milanese. Pochi anni ancora e in piena Prima Guerra Mondiale, fu il napoletano Nicola Romeo a prendere in mano le redini dell’azienda e farla decollare, anche grazie alla genialità di Vittorio Jano e dei tecnici che in seguito ne hanno raccolto l’eredità.
Questa storia è “scritta” a Novegro, dalle 100 auto, esposte in tre padiglioni: quello principale e quelli dedicati, alle Alfa  “militari” e  alle opere dei carrozzieri italiani, che avvalendosi degli  autotelai  concepiti dall’Alfa, hanno creato dei capolavori, che ancora oggi portano nel mondo il messaggio della tecnologia e del design, made in Italy.
Una giornata molto intensa quella inaugurale della mostra, “100×100 cento alfa per cent’anni”  iniziata con un incontro stampa, con interventi dell’assessore provinciale ai trasporti Giovanni De Nicola e di coloro che la mostra hanno voluto, Roberto Loi presidente dell’Asi , Marco Galassi, presidente del Cmae e Gippo Salvetti, presidente Alfa Blu Team. Gli interventi sono stati incentrati su ricordi personali, a testimonianza di come  questa Marca abbia saputo far sognare, sia chi le Alfa le vedeva solo passare, sia chi ha avuto la fortuna di vivere le vere, forti sensazioni della guida.  Un Marchio che conserva una forza notevole a livello a mondiale, non per nulla nel padiglione di Novegro, anche la nuova Giulietta attirava l’attenzione dei visitatori.
Oltre agli autoveicoli, non sono mancati stand dedicati al modellismo, ai giocattoli d’epoca e all’editoria, tutti assolutamente dedicati alla Marca.
Nell’ambito di  un convegno organizzato dall’Asi sono stati illustrati la storia industriale dell’Alfa, l’evoluzione motoristica, l’opera di Vittorio Jano e di Giuseppe Busso e l’attività in campo aeronautico, che in certi periodi ha rappresentato la “salvezza “dell’azienda. E’stato proiettato un prezioso filmato, realizzato a cura della Commissione Culturale dell’Asi.
La mostra rimarrà aperta sino a domenica 27 e i milanesi e non solo, non rimarranno di certo insensibili a questa straordinaria proposta storico/culturale, che consentirà a tutte le generazioni di conoscere meglio una gloriosa storia industriale di Milano e del nostro Paese. (ore 13:30)