Roma – I rincari sul pedaggio e il pagamento in tratte prima percorribili gratuitamente destano già i primi dissensi. <<Pedaggio sul Grande raccordo anulare? Impossibile – ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a margine di un incontro al Tempio di Adriano sulle Olimpiadi 2020 -. Se qualcuno sul Raccordo mette qualcosa per far pagare il pedaggio vado io con la macchina e lo sfondo>>. Il sindaco di Roma spiega che l’aumento del pedaggio ai caselli <<è una decisione ministeriale, che non riguarda solo i caselli alle porte di Roma. Quello che è stato garantito dal Governo è che non c’è un pedaggio sul Gra per i cittadini che si spostano da una parte all’altra della città>>.
Rincara la dose il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini: <<Per i cittadini del Lazio il Grande Raccordo Anulare è un tragitto di strada da percorrere per andare al lavoro o a scuola. Non è immaginabile un pedaggio>>.
<<A questo punto comincio a vedere un’ombra leghista che pesa su Roma – dice il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti – perché è evidente che anche in questo atto su 26 caselli su cui viene proposto l’aumento del pedaggio, 9 sono su Roma. Stiamo facendo i conti, ma visto il volume di traffico la gran parte di questo prelievo fiscale da parte dello Stato nazionale sarà contro i romani e i pendolari, cioè contro coloro che sono costretti a prendere la macchina perché i treni non funzionano o sono stracolmi. Le associazioni dei consumatori parlano di un esborso di circa 300 euro l’anno che forse a qualche miliardario faranno ridere, ma che per una famiglia normale è un vero e proprio salasso>>. (ore 18:00)