Marchionne attacca chi critica la Fiat

Marchionne attacca chi critica la Fiat

Rimini – Duro sulla vicenda di Melfi, tenero nella replica a Napolitano, determinato sulla vendita di Alfa Romeo e Volkswagen. L’intervento di Sergio Marchionne, a.d. di Fiat Automobiles Group e a.d. Di Chrysler Group LLC, ha segnato la giornata del convegno di Rimi di Comunione e Liberazione. <<Non posso ignorare la gravità delle accuse che ho sentito muovere verso la Fiat – ha sottolineato l’amministratore delegato del Lingotto –  Gli eventi delle ultime 48 ore mi hanno costretto a cambiare radicalmente il testo del mio discorso. Non siamo più negli anni Sessanta, bisogna tralasciare l’idea della contrapposizione tra capitale e lavoro, tra operaio e padrone. Bisogna trovare un patto sociale per imprimere un cambiamento. Questo perché se non ci adeguiamo al mondo che cambia, ci troveremmo a gestire solo i cocci del nostro passato>>.
Ed ancora: <<Ho sentito accuse assurde e infinite polemiche che non voglio certo alimentare. Sento però il dovere di difendere non soltanto la serietà del nostro progetto ma anche le ragioni di chi ha abbracciato questa sfida e che ha voglia di fare qualcosa di buono. Mi riferisco in particolare alla Cisl e alla Uil e ai loro segretari generali, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, che ci stanno accompagnando in questo processo di rifondazione dell’industria dell’auto italiana>>. Poi l’affondo: <<I diritti e la dignità non sono patrimonio esclusivo di tre persone ma di tutti i lavoratori>>.
Parlando di Chrysler Marchionne ha detto << Fiat e Chrysler hanno come obiettivo produrre 6 milioni di auto nei prossimi cinque anni>>. E in riferimento alla vendita di Alfa Romeo alla Volkswagen: << Non ci sono rapporti tra Fiat e Volkswagen per la vendita dell’Alfa Romeo. Parliamo con loro, parliamo con i francesi, parliamo sempre e di tutto. Alfa non la vendo>>.
Marchionne ha anche scritto una lettera ”personale” a Giorgio Napolitano per spiegare le ragioni che hanno spinto la Fiat ad adottare i tre licenziamenti, rassicurando il presidente sul fatto che l’azienda non vuole alimentare tensioni e rispetta i verdetti della magistratura. Lo hanno riferito in prima pagina La Stampa e Il Corriere della Sera. Secondo quanto riportato dal quotidiano di Torino mercoledì il presidente della Fiat, John Elkann ha parlato con il capo dello Stato al telefono in un colloquio definito ”cordiale e chiarificatore”. Nella lettera a Napolitano, si legge sulla Stampa, Marchionne assicura che la Fiat non ha né intenzione né interesse al permanere di uno stato di tensione in fabbrica. L’amministratore delegato del Lingotto avrebbe inoltre illustrato la linea alla quale si atterrà l’azienda da qui in avanti: massimo rispetto per le decisioni della magistratura, ma anche difesa della scelta fatta con il tipo di reintegro adottato nei confronti di Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli, che è nel solco della ”prassi” solitamente seguita da ogni azienda in attesa del pronunciamento finale dei giudici. Nel colloquio telefonico con Napolitano, Elkann ha spiegato che <<cercare e trovare soluzioni di lungo periodo di fronte alle difficolta’ del momento e alle tensioni che talvolta ne derivano è l’auspicio di tutti, Fiat in testa>>. (ore 12:45)
IN ARGOMENTI CORRELATI IL TESTO INTEGRALE DELL’INTERVENTO DI MARCHIONNE.

NO COMMENTS

Leave a Reply