Torino – L’assemblea degli azionisti della Fiat ha approvato, a larga maggioranza, lo spin off che dà vita a due gruppi autonomi, Fiat e Fiat Industrial. Al Lingotto non era presente l’ex presidente del gruppo (e tuttora consigliere di amministrazione), Luca Cordero di Montezemolo, che si trova in India con la Ferrari. Fiat, quindi, come Giano bifronte: nascono due gruppi autonomi e forti. Per il presidente del Gruppo <<è stata un’assemblea storica per la Fiat. Sono nate due Fiat forti, ambiziose, con persone pronte a realizzare gli obiettivi. In Fiat non abbiamo paura del futuro e vogliamo costruirlo>>. Elkann ha altresì ricordato che <<con l’accordo con la Chrysler Fiat si é molto rafforzata e che Fiat Industrial è sì meno conosciuta ma nei settori in cui opera è una delle società più grosse con 60 mila dipendenti, 70 stabilimenti, un fatturato di 30 miliardi>>.
Da parte sua l’a.d. Sergio Marchionne nel suo intervento ha detto <<è questo il momento giusto per procedere alla scissione. E’ una scelta che risponde a una logica di crescita e autonomia. I mercati finanziari auspicavano da tempo la scissione, ma negli anni della crisi si è preferito mantenere inalterata la struttura del gruppo per concentrare tutte le forze sul risanamento che ha richiesto un grande sforzo. Ora però questo processo è completato. E il business dell’auto, grazie alla partnership con Chrysler, ha raggiunto una massa critica per muoversi in modo autonomo. La scissione permetterà all’azienda di iniziare un nuovo capitolo della sua storia.  Le due società nate dalla scissione avranno maggiori libertà di azione anche nel caso maturino possibilità di stringere alleanze. Fiat e Fiat Industrial inizieranno ad operare con un indebitamento netto industriale pari a 2,5 miliardi di euro per ognuno dei due gruppi visto che il target attuale del Gruppo Fiat per il 2010 è superiore a 5 miliardi di euro>>.
Nello stesso giorno dells torico evento a Fiat ha comunicato il ricorso alla cassa integrazione dal 20 al 29 ottobre per gli operai di Termini Imerese, con rientro il 2 novembre. Si tratta di un ulteriore pacchetto di Cig in aggiunta alle 2 settimane gia’ in programma dal 20 con ripresa della produzione il 4 ottobre. Il 22 settembre al ministero per lo Sviluppo è fissato un incontro tra azienda-sindacati-Regione Siciliana per valutare le offerte arrivate per l’acquisizione dello stabilimento che il Lingotto chiuderà a fine 2011.
Marchionne per quanto riguarda il fronte del lavoro ha detto << continuiamo a credere nella possibilità di portare avanti Fabbrica Italia. Stiamo lavorando con le parti sociali per realizzare questo progetto. Il problema Pomigliano è sostanzialmente risolto e, sulla base dell’accordo raggiunto con i sindacati che hanno appoggiato l’iniziativa, abbiamo avviato gli investimenti. La vettura sarà prodotta entro il 2011, l’impegno sarà mantenuto. Nella fabbrica campana non sono mai state prodotte più di 200 mila vetture e questo era l’unico modo per garantire a 5 mila persone un futuro. E’ offensivo chi non si rende conto dell’impegno Fiat.  Il dialogo, quindi, continua, cercheremo di portarlo avanti per il benessere di tutti i lavoratori Fiat in Italia. Ogni volta che ci muoviamo per migliorare le condizioni in fabbrica sentiamo parlare di presenza statale. Sono discorsi al di fuori del contesto storico. Ho sentito anche qui critiche gratuite senza nessuna sostanza. Sono discorsi provinciali che si fanno solo in Italia. La stessa scissione é un modo per assicurare ai lavoratori, nel medio e nel lungo termine, un porto molto più sicuro. Il modo migliore per comprendere il valore dell’operazione è considerare le opportunità di sviluppo personale che potrà offrire ai nostri lavoratori>>. (ore 16:00)
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