Torino – Nella vita dei collezionisti in campo automotoristico la data del 20 marzo 2010 sarà ricordata a lungo in quanto, oltre a stabilire per i veicoli storici  la revisione biennale, ha reso possibile la re-immatricolazione di tutti veicoli radiati dal Pubblico Registro Automobilistico e non solo di quelli  cancellati d’ufficio. Vedremo così risorgere da cantine, fienili e capannoni auto,moto,autocarri ecc. che andranno ad arricchire il già prestigioso parco nazionale.
Per la re-immatricolazione, gli interessati dovranno munirsi di un nuovo documento, il Certificato di rilevanza storica e collezionistica (Crs). Questo innovativo documento prende il posto del vecchio Certificato sostitutivo delle caratteristiche tecniche, ma con  più ampi  contenuti,  infatti oltre a riportare un maggior numero di dati, costituisce il presupposto per  qualificare un veicolo d’interesse storico a partire dal 20 marzo 2010.
Per l’ottenimento del Crs il proprietario dovrà iscriversi ad un Club collegato a uno dei Registri riconosciuti: Asi, Storico Fmi, Storico Italiano Fiat, Italiano Alfa Romeo, Storico Lancia, che  hanno facoltà di rilasciare il documento  dopo aver effettuato un controllo, che deve accertare che il veicolo si presenti  in condizioni di conservazione  adeguate. Trattasi di un controllo preventivo, non di natura tecnica, ma diretta ad un accertamento di natura storico-estetica, mentre il controllo tecnico del veicolo sarà effettuato dagli uffici della Motorizzazione.
Per quanto attiene ai agli altri documenti,  l’Attestato di storicità  continuerà ad essere emesso e ad avere la sua specifica funzione, per la sua valenza fiscale, relativamente all’esenzione dal pagamento della  tassa di possesso tramutata  in simbolica tassa di circolazione.
Il Certificato d’identità (Cdi)  che continuerà ad esistere, quale riconoscimento qualificante, che consente di ottenere la targa di ottone e attesta che il veicolo è conservato e presenta caratteristiche identiche a quelle d’origine.
La nuova normativa entrata in vigore il 20 marzo 2010, ai fini della circolazione, con tutte le  conseguenza di legge,  stabilisce che, ai fini pubblicistici, il Crs è necessario per qualificare un veicolo di interesse storico e collezionistico, per riammetterlo alla circolazione e per usufruire del trattamento agevolato per le revisioni biennali.
Nell’ambito fiscale, pertanto, nulla è mutato e rimane in vigore l’art. 63 L. 342//2000 dove si stabilisce che solo Asi e Fmi (per le moto) possono qualificare un veicolo di oltre 20 anni di particolare rilevanza storica e collezionistica, individuando lo stesso con loro determinazione e dandone comunicazione all’Agenzia delle Entrate.
Ai fini assicurativi, sono da ritenersi validi sicuramente il nuovo Crs  e per le compagnie che lo ritenessero tale, anche l’ Attestato di storicità e il Cdi.
Stabiliti questi principi si richiama l’attenzione sul fatto che spesso viene pubblicizzata la possibilità di stipulare  contratti assicurativi sul presupposto dell’iscrizione del soggetto contraente la polizza ad un club, ovvero di un “certificato di storicità” rilasciato da soggetti che non siano Asi, Fmi o Registri storici  nazionali. E’ una situazione che se non specificamente evidenziata, può determinare forti rischi per il contraente, poiché i veicoli sono storici solo se certificati dai soggetti indicati dal legislatore. Ne consegue, che in caso di sinistro la compagnia che ha rilasciato la polizza, ha facoltà di rivalsa in caso di  dichiarazioni anche solo ambigue, fatte dal contraente e recepite come tali, poiché il contratto è stato previsto per coprire  i rischi derivanti dalla circolazione di veicoli storici (che sono solo quelli certificati dagli enti indicati) e non già di quelli dichiarati tali dal proprietario, ma che in realtà non lo sono per carenza di legittimazione. Concludendo: per avere certezza di essere in possesso di una “buona polizza”, al di là della serietà della compagnia, è necessario che la  stessa sia stipulata in presenza di valide condizioni. (ore 16:00)