Roma – Ammonta a 495 milioni di euro il rosso accumulato da Alitalia nel 2007 con il ritmo di circa un milione e 350 mila euro al giorno “bruciati”. Un risultato migliore rispetto all’anno precedente, quando le perdite erano state di 626 milioni. Il cda  ha confermato l’esigenza di una ricapitalizzazione in tempi brevissimi
I ricavi del traffico sono diminuiti di 19 milioni a 4.354 milioni. I ricavi totali sono saliti di 122 milioni (+2,6%) a 4.847 milioni (+2,6%), ma per 99 milioni si tratta di entrate straordinarie per la vendita ad altri vettori di slot all’aeroporto di Heathrow e per una transazione con la Sea. I costi per il personale sono saliti da 739 a 852 milioni.
Il cda ha convocato l’assemblea dei soci sul bilancio per il 27 o 28 Giugno. All’ordine del giorno anche la «nomina di due amministratori», la sostituzione di Maurizio Prato e Giovanni Sabatini che si sono dimessi. Per il momento dunque non ci sono dimissioni del cda a tre presieduto da Police.
I dati del cda non chiariscono come mai, essendo di 215 milioni le perdite prima delle tasse nel trimestre al 31 Marzo 2008, il patrimonio netto di gruppo a fine Marzo sia ridotto a 96 milioni. La differenza patrimoniale rispetto al 31 Dicembre è di 285 milioni, cioè di 70 milioni superiore alle perdite dichiarate nel trimestre.
Dopo il primo decreto che ha stanziato un prestito di 300 milioni, e l’articolo inserito nel decreto fiscale che ne dispone l’utilizzo a copertura delle perdite, Alitalia può temporaneamente contare su “una importante consistenza di liquidità”.
<<Alitalia attende – si legge nel comunicato diffuso dopo la riunione del cda – le indicazioni di contesto che l’azionista di riferimento vorrà formulare, nel cui ambito dette eventuali opportunità dovranno inquadrarsi>>.
Intanto mentre Valter Veltroni lamenta che: <<Passano i giorni ma continua a non essere né affrontato né risolto il caso Alitalia. Il destino della compagnia, dopo che si sono create le condizioni per l’abbandono della trattativa da parte di Air France, lascia spazio a rischi molto forti. Non si vede all’orizzonte né la famosa cordata italiana né una soluzione alternativa>>, indiscrezioni rivelano che il piano del super consulente, Bruno Ermolli, potrebbe venire allo scoperto tra breve. Sarebbe infatti pronta la lista degli imprenditori, almeno una trentina, pronti a salvare l’aerolinea guidata da Aristide Police. Molti i nomi che si rincorrono sui quali il condizionale rimane d’obbligo. Non solo. Un’accelerazione potrebbe consumarsi già visto che dovrebbe riunirsi il consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo che potrebbe analizzare in maniera informale la questione e riaprire il dossier.
Le vicende dell’aviolinea non impegnano solo le pagine dei quotidiani nazionali, il “The Guardian”, infatti, ha pubblicato un lungo articolo al cda dell’ ex compagnia di bandiera che ha reso noto e approvato il bilancio del 2007. (ore 10:00)