Fiat in Chrysler è salita dal 20 al 25%

Fiat in Chrysler è salita dal 20 al 25%

Detroit  – Se c’è qualcuno che ancora oggi ha dubbi sulla strategia di Sergio Marchionne si ricreda. L’a.d. del Gruppo Fiat e del Gruppo Chrysler non bluffa. Dal Salone di Detroit nella prima giornata dedicata alla stampa Marchionne ha lanciato un altro segnale chiaro e forte: <<Se a Mirafiori vincesse il no ci sono moltissime alternative. Venerdì scorso ero in Canada a Brampton per lanciare il charger della Chrysler.Ci hanno invitato a investire e aumentare la capacità produttiva. C’é un grande senso di riconoscimento per gli investimenti che abbiamo fatto là. Stanno aspettando di mettere il terzo turno. Peersonalmente trovo geniale che la gente voglia lavorare, fare anche il terzo turno. Lavorare sei giorni alla settimana è una disponibilità incredibile, in Europa questo è un problema, Brampton è una possibilità, ma ce ne sono moltissime altre dappertutto come Sterling Heights>>.
E nello specifico di Mirafiori ha aggiunto: <<La proposta per Mirafiori è di una chiarezza incredibile. Vogliamo mandare avanti la fabbrica e tutto l’indotto, solo questo. Cerchiamo di parlare di questo e non di altro. Non ho altre ambizioni al mondo. Lo sviluppo del piano industriale per Mirafiori è assolutamente chiaro. Vogliamo introdurre una piattaforma e una serie di modelli per mantenere l’occupazione ai massimi livelli possibili. Voglio fare vetture e farle bene. Se volete che non lo facciamo a Mirafiori, me lo dite e andiamo altrove. Con i sindacati americani si chiude l’accordo e si va avanti. Invece in Italia stiamo cercando di mettere insieme diversi punti di vista perché per ragioni storiche e ideologiche la gente non si riconosce nella nuova proposta della Fiat. La Fiat si sta sostenendo da sola e si sta assumendo rischi enormi, ha portato un altro costruttore in Italia. Essere trattati così è veramente osceno. Ognuno fa le sue scelte. Quanto al governo italiano ha fatto quello che poteva. Ci ha dato sostegno e ha condiviso l’obiettivo che ci siamo posti. Non abbiamo chiesto nient’altro. La collaborazione economica con il governo che c’é stata qui negli Usa e in Brasile in Italia sarebbe stata interpretata come l’ennesima richiesta di aiuti al governo.  Nel 2015 discuterò le condizioni di lavoro con il sindacato Uaw. Hanno fatto tutta una serie di sacrifici per portarci qua e si aspettano di essere ricompensati. C’é una pace in fabbrica che ci dà la possibilità di sviluppare e di portare avanti il progetto industriale della Chrysler. La Fiat è salita dal 20 al 25% della Chrysler. E’ stata adempiuta la prima condizione per l’aumento della quota, quella relativa alla certificazione del primo motore con tecnologia Fiat per l’uso in America. La possibilità di salire entro quest’anno al 51% c’e>>.
La Fiat in un comunicato ha ufficializzato l’aumento della propria quota di partecipazione in Chrysler dal 20% al 25%: <<Come descritto nell’accordo operativo del 10 giugno 2009 – si legge nel comunicato – Chrysler Group ha emesso una lettera d’ impegno irrevocabile nei confronti del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti con la quale la società dichiara di aver ricevuto le necessarie autorizzazioni regolamentari e che inizierà la produzione commerciale del motore Fire (Fully Integrated Robotized Engine) nel suo stabilimento di Dundee (Michigan). Di conseguenza la quota di partecipazione di Fiat è automaticamente aumentata come previsto nell’accordo operativo>>.
Con l’aumento del peso del Lingotto, l’azionariato della Casa di Detroit vede i sindacati americani Uaw Veba detenere il 63,5% del capitale, il Tesoro Usa il 9,2% e il governo canadese il 2,3%. <<Fiat – ricorda il comunicato – potrà ulteriormente aumentare la propria quota in Chrysler sino al 35%, in tranche del 5%, attraverso il raggiungimento di due ulteriori performance events. Il primo evento si riferisce all’aumento dei ricavi e delle vendite al di fuori dell’area Nafta. Il secondo riguarda la produzione commerciale negli Stati Uniti di una autovettura basata su una piattaforma Fiat con prestazioni di almeno 40 miglia per gallone. Intanto la prima applicazione sul mercato nord americano del motore 1.4 Fire con tecnologia MultiAir sarà sulla nuova Fiat 500, la cui distribuzione da parte di Chrysler Group inizierà a breve attraverso i nuovi concessionari>>.
Marchionne ha anche toccato il tasto della vendita dei brand: <<Possibilità di vendere? Nessuna, per il momento zero, Non si vende niente, assolutamente niente. Chiuso il discorso Ferrari, chiuso quello di Iveco. Teniamo stretto tutto a cominciare dall’Alfa Romeo, resta nel perimetro di gestione abbiamo investito troppo. Nessuna necessità di vendere per ripagare il debito della Chrysler con il governo americano e con quello canadese. Chrysler non ha bisogno della Fiat in quel senso e la Fiat può fare quello che deve senza vendere niente. Aspettiamo il 27 per vedere i conti 2010>>.
Il presidente di Fiat Groyp John Elkann replica: <<Nessuna intenzione di vendere pezzi del Gruppo Fiat. Ci teniamo stretto tutto. Anche se ci offrono un sacco di soldi>>. (ore 19:00 in Italia)

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