Torino – Il presidente del Gruppo Fiat, John Elkann, sollecitato dal sindaco di  Torino, Sergio Chiamparino, a proposito delle dichiarazioni dell’a.d. Marchionne di un possibile trasferimento del centro direzionale del gruppo a Detroit, ha chiarito che <<ci saranno più centri direzionali a Torino per l’Europa, a Detroit per gli Usa, a San Paolo per il Brasile e uno in Asia in una città ancora non decisa>>.
Anche lo Marchionne raggiunto telefonicamente a San Francisco dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha spiegato che <<non ci sarà nessuno spostamento all’estero né oggi né domani delle funzioni direzionali e progettuali della Fiat>>.
I chiarimenti di Elkann e Marchionne sono arrivati dopo una giornata di polemiche e un coro di no all’ipotesi, ventilata a San Francisco dallo stesso a.d. del Lingotto, che nel giro di due-tre anni Fiat e Chrysler possano fondersi in un unica società con quartiere generale negli Stati Uniti.
Da parte sua Sacconi ha dichiarato <<Marchionne ha spiegato il senso delle ipotesi formulate con esclusivo riferimento a futuri e possibili, ma assolutamente non decisi, assetti societari, senza alcun riferimento né per l’oggi né per il domani a una diversa localizzazione delle funzioni direzionali e progettuali della società>>.
Nei prossimi giorni, comunque, se ne parlerà ancora. Il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, vedrà Marchionne  il 15 febbraio quando l’a.d. del Lingotto alla Camera illustrerà il piano “Fabbrica Italia”. Ma prima il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi incontrerà Marchionne. Il giorno non è stato ancora fissato anche se da ieri ci sono contatti tra governo e Fiat. All’incontro saranno presenti i ministri Tremonti, Sacconi e Romani e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta.  Da parte sua Elkann ha promesso a Chiamparino che tra dieci giorni organizzerà un incontro tra i vertici della Fiat e le istituzioni locali torinesi. (ore 21:15)