Roma – Aumenti di 9 millesimi per benzina e gasolio negli impianti Shell, dove entrambi i carburanti hanno raggiunto quota 1,527 euro al litro.
Si posizionano sopra 1,52 anche i listini di Tamoil, che ha portato benzina e gasolio a 1,525 euro al litro.
Il problema, comunque, per Shell non è solo l’aumento dei prezzi, quanto il fatto che i gestori denunciano una differenza di trattamento fra gli impianti tradizionali e quelli gestiti direttamente. “Per benzina e gasolio ai diretti la Shell consiglia 1,454 euro/litro mentre ai suoi ne consiglia 1,509 – dicono – Una differenza che la compagnia si mette in tasca”, almenosecondo Faib-Confesercenti, Fegica-Cisl e Figisc-Confcommercio, che si basano sulla documentazione “con la quale Shell accompagna i rifornimenti della sua rete di vendita”.
Intanto, secondo i più, lo strumento più immediato per contrastare i continui aumenti restano le liberalizzazioni.
 Ed è su questa strada che si muove Conad, grande catena italiana di supermercati, che ha aperto a Modena il discount della benzina. Che costa, come il gasolio, 1,390 euro al litro.
<<Con questo prezzo garantiamo un risparmio medio di 5/6 euro a pieno – ha detto Francesco Pugliese, direttore generale Conad – Nei tre distributori di carburanti aperti sino ad oggi con il marchio E. Leclerc Conad il risparmio per gli automobilisti è stato di 1.800.000 euro. Inauguriamo il quarto distributore, ma a prezzo di quale fatica! Nel momento in cui i carburanti sono oltre quota 1,51 euro al litro, facciamo il possibile per dare ai consumatori un reale vantaggio economico. Se avessimo in funzione tutti gli altri 24 impianti per cui abbiamo chiesto l’autorizzazione, il risparmio potrebbe essere di oltre 15 milioni di euro all’anno>>, ha concluso Pugliese.
L’impianto, il primo a insegna Conad e il primo in una grande area urbana, è il quarto realizzato, dopo quelli E.Leclerc Conad di Gallicano (Lucca), Trentola Ducenta (Caserta) e Carbonia (Carbonia-Iglesias), che hanno erogato complessivamente 27,672 mln di litri, con un risparmio per gli automobilisti di 1,8 mln euro rispetto al prezzo medio del carburante. 
Questo tipo di soluzione potrebbe rivelarsi vincente, a patto che il decreto Bersani per le liberalizzazioni venga modificato nel capitolo relativo alla distribuzione di carburanti che lascia troppi poteri alle Regioni che accolgono con il contagocce le richieste di apertura pompe da parte della grande distribuzione, oppure le respingono o le congelano con i pretesti più vari.
Intanto anche il Governo pare muoversi per fare fronte alla corsa al rialzo dei prezzi dei carburanti.- Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha convocato il tavolo di confronto sulla benzina per il 3 Giugno. (ore 12:00)