Torino – Quest’anno Anfia festeggia il centenario della nascita, come XXVII Gruppo dell’allora Lega Industriale torinese, del Gruppo Carrozzieri, confluito, nel 1912, nella Uifa, Unione Italiana Fabbriche di Automobili, dalla quale deriva direttamente Anfia. Una ricorrenza che si unisce in un felice connubio con il 150mo anniversario dell’Unità d’Italia e che Anfia ha intenzione di celebrare il prossimo 19 marzo, in occasione della riapertura, dopo quattro anni di lavori di ristrutturazione e ampliamento, del Museo nazionale dell’automobile Biscaretti di Ruffia di Torino.
<<Apprezzati per la genialità e la riconoscibilità del segno espressivo, che si ritiene qualcosa di più dello stile – ha dichiarato Leonardo Fioravanti, presidente del Gruppo carrozzieri autovetture Anfia – e per aver investito, tra i primi nel mondo, nella pianificazione delle attività di sistema, la progettazione di un veicolo dal foglio bianco alla produzione, i talenti del car-design italiano sono diventati un punto di riferimento globale. Un know-how di genialità, cultura, semplicità, originalità, tradizione del lavoro, che merita di essere celebrato anche per ricordare l’importanza di Torino nella storia dell’auto>>.
In cent’anni di storia, la fisionomia, le dimensioni e gli obiettivi dei carrozzieri, grandi e piccoli, hanno vissuto profonde trasformazioni, in linea con l’evoluzione del mondo dell’auto, allargando lo spettro delle proprie attività e passando dai confini nazionali e dall’iniziale collaborazione con i costruttori italiani, alla collaborazione con i costruttori europei e statunitensi a partire dagli anni ’30, per poi allargare l’orizzonte, dalla fine degli anni ’50, al Giappone e alla Corea, sino a comprendere, oggi, Cina e India.
Nel 1946 le aziende del Gruppo producono 700 carrozzerie per auto. Nel 1961, il Gruppo è ormai una realtà industriale e ne realizza ben 50.000. Oggi fanno parte del Gruppo una ventina di aziende, di cui la maggioranza in Piemonte, per un totale di circa 3.500 dipendenti e un fatturato di 500 milioni di euro l’anno.
<<Il nostro settore è stato duramente colpito dalla crisi – ha proseguito Fioravanti – ma le competenze e la creatività che caratterizzano il nostro distretto rappresentano la nostra forza, quella che continua ad attrarre i costruttori di ogni area geografica, compresi i Paesi emergenti. Possiamo quindi guardare avanti, facendo sistema e puntando sulla ricerca e sull’innovazione, a patto che le istituzioni, a livello nazionale e locale, riconoscano il valore del design italiano e siano pronte a supportarlo>>.
Sul fronte delle attività di R&D, Anfia, tramite la partecipazione attiva al “Tavolo istituzionale per la ricerca auto motive”, avviato a ottobre 2009 e fortemente voluto dal ministero dello Sviluppo economico, in collaborazione con il ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, ha assunto il ruolo di interlocutore e di tramite tra le istituzioni interessate e l’intera filiera che l’associazione rappresenta. Di qui la raccolta delle proposte progettuali delle associate e il raggruppamento in macro-aree di interesse, fino all’individuazione di un piano strategico di filiera, costituito da 23 progetti per un importo complessivo di 196 milioni di euro e presentato formalmente al ministero dell’Istruzione lo scorso 17  giugno. (ore 10:00)

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