Da Mitsubishi Motors Corporation (Mmc) riceviamo e pubblichiamo: <<Mitsubishi Motors Corporation porge le più sentite condoglianze e partecipa alle sofferenze delle vittime del terremoto Tohoku. Preghiamo dal profondo dei nostri cuori che le zone devastate possano risorgere il prima possibile. Il Gruppo Mmc in Giappone ha confermato una donazione di 30 milioni di yen per assistere i superstiti e recuperare i territori gravemente danneggiati. Come ulteriore sostegno, Mmc fornirà veicoli allo scopo di aiutare le autorità locali nelle operazioni di soccorso. M.M. Automobili Italia SpA e gli altri distributori d’Oltreoceano di Mmc con i business partners cercheranno di individuare le strade più efficaci ed ottimali per prestare ulteriore assistenza a coloro che sono stati maggiormente danneggiati>>.
La lettera ci è stata inviata da Stefania Cipriani, responsabile delle relazioni esterne e stampa di M.M. Automobili Italia, che da parte sua ha scritto: <<Cari amici della Stampa, a voi che ci aggiornate quotidianamente con immagini e notizie dal nostro amato Giappone, inoltro una comunicazione ufficiale dei colleghi di Mitsubishi Motors Corporation come ennesima testimonianza di compostezza, efficienza e dignità del popolo nipponico al quale va la nostra più profonda ammirazione. Per quanto riguarda Mmc posso informarvi che gli uffici di Tokyo non sono mai stati chiusi, neppure durante le giornate più critiche, e le comunicazioni con loro sono quotidiane. Per quanto riguarda le fabbriche, quelle Mmc sono posizionate nella Prefettura di Aichi (fabbrica di Nagoya), nella Prefettura Gifu (la fabbrica che produce Pajero), nella Prefettura di Okayama (la fabbrica di Mizushima) e pertanto non sono state toccate né dai danni del terremoto né da quelli ben più gravi dello tsunami. Le fabbriche sono rimaste chiuse il 14 e il 15 marzo, per le ovvie verifiche sulla sicurezza dei lavoratori. Tutti gli stabilimenti hanno ripreso la produzione>>.
Da parte sua Nissan ha comunicato che quasi tutti i dipendenti che si trovavano in viaggio per lavoro nella sede in Giappone sono rientrati ai loro paesi d’origine. Per i pochi viaggiatori di Nissan Europa rimasti nel Paese è previsto il rientro non oltre il 19 marzo.
<<Abbiamo confermato la sicurezza di tutti i dipendenti distaccati in Giappone e delle loro famiglie – precisa Nissan in un comunicato – rimanendo con loro in stretto contatto. Attualmente tutti i viaggi di lavoro in Giappone sono stati sospesi. Nissan è consapevole che un certo numero di governi nazionali ha raccomandato ai loro cittadini di lasciare l’area metropolitana di Tokyo o del Giappone. Nissan sta lavorando con ciascun dipendente europeo per verificare le proprie scelte personali e sarà completamente a sostegno della loro decisione di rimanere o di rientrare>>.
In risposta al devastante terremoto e maremoto che ha gravemente danneggiato il Giappone, Nissan Europa donerà contributi per 1 milione di dollari di contributi in contanti e in natura per sostenere gli aiuti a supporto dell’emergenza terremoto. I contributi complessivi di Nissan a livello globale raggiungeranno oltre 3,75 milioni di dollari (400 milioni di yen) in contanti e in natura. Questo importo include il milione di dollari (80 milioni di Yen) donato dalla Nissan Europa, le donazioni aziendali globali e regionali, il raddoppio delle donazioni dei dipendenti, nonché la fornitura di 50 veicoli per sostenere le agenzie di aiuto nelle zone più colpite del Giappone.
Tutti gli impianti di produzione di Nissan Europa rimangono operativi e continueranno ad operare secondo il piano di produzione fino a nuovo avviso. Sebbene tutti gli impianti danneggiati in Giappone, ad eccezione della fabbrica di motori di Iwaki, siano stati ripristinati mediante la riparazione delle strutture e/o attrezzature, è ancora necessario del tempo per organizzare la consegna delle parti di ricambio dai nostri fornitori. Per quanto riguarda la fabbrica di motori di Iwaki, a causa del protrarsi delle forti scosse di assestamento nella regione, le attività di restauro richiedono più tempo rispetto alle altre fabbriche.
Nissan ha comunicato il programma delle attività di produzione in Giappone: le fabbriche di Oppama, Tochigi, Yokohama (parte della fabbrica ha ripreso ad operare il 13 marzo) e Nissan Shatai hanno sospeso le operazioni fino a domenica 20 marzo; gli impianti di Kyushu e Nissan Shatai Kyushu hanno ripreso riprendono la produzione fino ad esaurimento scorte; le fabbriche di Fuji e Fujinomiya della Jatco, che produce trasmissioni, hanno riportato danni parziali agli edifici e alle attrezzature, le operazioni sono state sospese e i danni sono in corso di valutazione.
Nissan Europa non prevede alcun impatto a breve termine sulle vendite o sulla disponibilità dei veicoli, grazie a una forte presenza produttiva europea, che fornisce circa l’80 per cento dei veicoli venduti nella regione, scorte di veicoli sufficienti a soddisfare le vendite e le consegne ai clienti per almeno 6 settimane, adeguate forniture già in viaggio per l’Europa per proseguire la produzione.
<<A causa delle interruzioni di approvvigionamento in Giappone – ha precisato Nissan –  ci aspettiamo un qualche impatto nel medio termine, ma è troppo presto per determinare la portata di tale impatto>>.
Sul fronte della solidarietà <<numerose richieste – evidenzia il comunicato – sono pervenute da parte dei dipendenti, dei concessionari, dei fornitori e dei moltissimi altri amici di Nissan Italia, che desiderano essere ancora più vicini tramite forme concrete di aiuto a sostegno della popolazione giapponese, colpita dai gravi eventi, ancora in corso, verificatisi a seguito del terremoto e maremoto dello scorso 11 marzo. Per massimizzare la generosità dimostrata Nissan International SA ha deciso di raddoppiare le donazioni, di qualunque entità, che verranno effettuate liberamente e spontaneamente tramite la Croce Rossa Italiana (Cri), che impiegherà i fondi per supportare le attività di assistenza della Croce Rossa Giapponese. Al fine di consentire il raddoppio delle donazioni occorrerà utilizzare esclusivamente le seguenti modalità, specificando la dicitura “Nissan” nella causale del bonifico (che a questo punto diventerà “Pro Emergenza Giappone – Nissan”) o all’interno del campo Note per le donazioni effettuate on line sul sito della Cri (le informazioni sono reperibili anche al link: http://cri.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/6873).
Donazione online sul sito
www.cri.it – causale “Pro emergenza Giappone”, indicando poi Nissan nel campo Note;
Bonifico bancario – causale “Pro emergenza Giappone – Nissan” – IBAN: IT 19 P 01005 03382 000000200208;
Conto corrente postale n. 300004 intestato a: “Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 – 00187 Roma” – causale “Pro emergenza Giappone – Nissan”>>.
Anche Renault è scesa in campo. In un comunicato il costruttore francese comunica che <<dall’inizio della catastrofe, numerosi dipendenti e organizzazioni sindacali testimoniano il proprio sostegno ai loro colleghi giapponesi di Nissan e più in generale a tutta la popolazione giapponese. Per questo motivo l’azienda effettuerà una donazione di 500.000 euro alla Croce Rossa, di cui è partner. Parallelamente, Renault ha deciso di dar vita ad una campagna di raccolta fondi presso di 125.000 collaboratori del Gruppo. La somma raccolta sarà integrata di un equivalente importo dall’azienda. Tutti i fondi saranno versati alla Croce Rossa. Questi fondi permetteranno alla Croce Rossa di rispondere alle esigenze più urgenti: fornitura di alimenti, medicinali e prodotti di prima necessità, cure, realizzazione di campagne di raccolta di sangue. La Croce Rossa giapponese ha già costituito 400 squadre di soccorritori selezionati tra i loro 2 milioni di volontari. Medici, infermieri ed ausiliari stanno intervenendo in aiuto dei superstiti della catastrofe>>.
<<Sono molto colpito dal sostegno spontaneo dei dipendenti di Renault verso i loro colleghi di Nissan, e più in generale del popolo giapponese
– ha dichiarato Carlos Ghosn, presidente di Renault e di Nissan – Il legame che unisce le nostre due aziende si manifesta in questa tragedia attraverso una forte solidarietà. Spero che questo aiuto di  Renault potrà contribuire ad attenuare le difficoltà del popolo giapponese, la cui dignità e serenità di fronte all’avversità muovono al rispetto>>.
L’ufficio stampa e PR Corporate di Suzuki Italia in un comunicato ha preliminarmente evidenziato che <<Suzuki Motor Corporation esprime la propria costernazione per i tragici eventi che hanno recentemente colpito il popolo giapponese. Pur non avendo subito danni diretti alle proprie strutture produttive, grande è il coinvolgimento e totale la partecipazione al dolore di chi sta tanto soffrendo>>.
Per sostenere le attività di soccorso e assistenza alle popolazioni colpite Suzuki Italia ha aperto una sottoscrizione. Precisa il comunicato: <<Tutti coloro che fanno parte del mondo Suzuki (concessionari, officine, fornitori e loro dipendenti, dipendenti di Suzuki Italia SpA, ecc) e tutti coloro che comunque desiderano farlo, possono dare il loro contributo versando sul seguente conto corrente:
Unicredit
IBAN IT 10 J 02008 01177 000101344037
Intestato a Suzuki Italia SpA – donazione Giappone
Il ricavato sarà devoluto alla Croce Rossa giapponese>>.

Anche Fiat SpA ha deciso di dare aiuto al  popolo giapponese effettuando una donazione di 100mila euro alla Croce Rossa a supporto delle operazioni di soccorso. <<Inoltre – si legge in un comunicato –  il Gruppo si impegna a raddoppiare la somma di denaro che sarà raccolta dai suoi dipendenti che vorranno sostenere l’iniziativa umanitaria>>.
Kawasaki ha reso noto che a seguito di accurate verifiche da parte del personale  del grande complesso industriale, l’impianto di produzione principale dei motocicli di Akashi, nelle vicinanze di Kobe, risulta non essere stato coinvolto dal terremoto della scorsa settimana. Approviggionandosi  da un gran numero di fornitori da tutto il Giappone, l’azienda ha in questi giorni organizzato un piano per sopperire alle problematiche che si potranno verificare per il ritardo delle consegne delle parti, solitamente giornaliere. <<Con la produzione rimasta a target fino al 16 marzo – ha reso noto Kawasaki –  la fabbrica ha sospeso temporaneamente la produzione su tutte le linee meno una il 17 e il 18. Il giorno 21 marzo la produzione sarà fermata in concomitanza con una festività nazionale in Giappone. La produzione di moto Kawasaki di media cilindrata, nella fabbrica in Thailandia, rimarrà inalterata e a pieno regime. Fiduciosi che le carenze di produzione potranno essere risolte  con lavori straordinari durante il resto del mese, l’azienda sta facendo del suo meglio per conciliare la necessità di continuare nel normale svolgimento delle attività produttive con le comprensibili questioni umanitarie che richiedono interventi urgenti nelle regioni devastate del Giappone>>.
Yasushi Kawakami, managing director di Kawasaki Motors Europe ha dichiarato <<auspichiamo che non ci siano importati ritardi nella produzione e che la fornitura di moto e ricambi non rimanga eccessivamente coinvolta dai fermi previsti. Il personale Kawasaki in Giappone e in tutto il mondo vuole estendere la sua più profonda solidarietà a coloro che continuano ad essere coinvolti in questo terribile evento>>.
Dopo avere già subito, secondo una prima stima di IHS Global Insight, una perdita produttiva globale di circa 250.000 vetture, i costruttori giapponesi di automobili prolungano i tempi di chiusura. La Toyota estende lo stop fino al 22 marzo dei suoi impianti e di quelli delle sussidiarie. La Suzuki prolunga fino al 21 marzo la chiusura degli impianti di Kosai, Iwata, Toyokawa e Sagara. Nissan estende fino al 20 marzo la sospensione degli impianti di Oppama, Tochigi, Nissan Shatai e Yokohama.  (ore 10:00)

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