Negli ultimi anni il pneumatico invernale ha subìto un’impennata notevole delle vendite. Il successo è dovuto prima di tutto al progresso tecnico di un prodotto sulla cui utilità non si discuteva ma che non veniva ancora “riconosciuto” come tale e poi alle ordinanze comunali, provinciali e regionali che in numerose zone d’Italia hanno imposto il pneumatico invernale.
L’inverno appena trascorso non è stato caratterizzato da nevicate copiose, eppure in Italia sono stati venduti oltre 6,5 milioni di pezzi contro i 4,5 milioni dello scorso anno. Bisogna comunque ricordare che ogni vettura monta quattro pneumatici, per cui le gomme invernali sono riuscite ad equipaggiare poco più di  un milione e mezzo di auto. Assogomma e Federpneus stimano che circa il 15% del parco circolante sia già dotato del doppio treno di gomme (estivo ed invernale) e tenendo conto che il parco circolante nel nostro Paese è di circa 36 milioni di mezzi (secondo stime fornite dall’Aci) c’è ancora un ampio margine di crescita per il mercato del pneumatico invernale nei prossimi anni.
Le ordinanze locali che sono state emanate dagli Enti di proprietà o di gestione delle strade hanno coinvolto 24 Province, 23 tratti autostradali, 20 comuni, le strade di competenza dell’Anas di 17 regioni e tutte le strade della regione Valle d’Aosta (dove questo provvedimento si attua da circa 10 anni). Secondo molti esponenti delle Forze dell’Ordine, l’entrata in vigore delle ordinanze ha contribuito a ridurre l’incidentalità e la criticità della circolazione durante la stagione invernale. I vari Enti, però, si sono mossi in modo disomogeneo e poco tempestivo, per colpa anche del poco tempo a disposizione per attivarsi a seguito dell’approvazione del nuovo codice della strada (il 31 luglio 2010). Lo scarso preavviso, unitamente alla disomogeneità di applicazione sul territorio, ha prodotto molta confusione, soprattutto nell’informazione, anche per colpa dell’assenza di una segnaletica specifica (che ora c’è).
La situazione della stagione passata, in cui si è registrata una scarsa disponibilità di pneumatici invernali, è stata accentuata anche dalla poca conoscenza che si ha circa i tempi di produzione e consegna dei pneumatici. Nel mondo della moda le collezioni “autunno/inverno” vengono presentate e ordinate in primavera. Sembrerà strano, ma è così anche nel mondo del pneumatico: le Case produttrici, infatti, richiedono ai rivenditori di prenotare i pneumatici invernali in primavera, per procedere in primavera inoltrata e in estate alla produzione, in modo da consegnare ai rivenditori il prodotto a partire dalla fine della stagione estiva, per essere poi venduto e montato in autunno.
Alla luce di questo ciclo produttivo, Assogomma e Federpneus consigliano agli automobilisti dotati del doppio treno di gomme di approfittare del “cambio gomme stagionale” per valutare lo stato di usura dei pneumatici invernali, in modo tale, nel caso in cui fossero da sostituire, di prenotarli in tempo per la prossima stagione, garantendosi così ampia scelta e migliori condizioni economiche.
Anche perché, come ricorda Fabio Bertolotti, direttore di Assogomma, i prezzi delle materie prime necessarie per i pneumatici sono aumentati tra l’80% ed il 100% solo nell’ultimo anno e mezzo, e le previsioni future parlano di ulteriori aumenti, anche in relazione alla crescita esponenziale dei mercati asiatici che contribuiranno in maniera forte alla “lotta” all’approvvigionamento della materia prima necessaria per la produzione. È bene dunque non ridursi all’ultimo per l’acquisto in modo tale da evitare speculazioni e rincari eccessivi. (ore 15.00)