Roma – Nel 2010 in Italia circolavano 60 autovetture per ogni 100 abitanti. Si tratta di una delle più alte densità automobilistiche del mondo e certamente della più alta tra quelle dei maggiori paesi europei, in cui il rapporto tra il numero di autovetture e popolazione è significativamente più basso che in Italia. Basti pensare che, a fronte delle 60 autovetture per ogni 100 abitanti che si registrano in Italia, ve ne sono 50 in Germania, Spagna e Francia e 49 in Gran Bretagna.
Il parco circolante di autoveicoli è costituito in Italia da 36.681.466 autovetture a cui vanno aggiunti 4.682.934 autoveicoli commerciali, industriali ed autobus. Alle esigenze di manutenzione e riparazioni di questo ingentissimo numero di autoveicoli provvedono 92.285 imprese di autoriparazione. La stima è dell’Osservatorio Autopromotec, struttura di ricerca di Autopromotec, la più specializzata rassegna espositiva internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico, la cui 24ma edizione biennale si terrà nel quartiere fieristico di Bologna dal 25 al 29 maggio.
La rete di 92.285 aziende italiane di riparazione è costituita da 26.550 meccanici, 6.000 elettrauto, 17.700
carrozzieri, 6.500 gommisti, 15.535 filiali, concessionari e officine autorizzate appartenenti alla rete ufficiale delle case auto e 20.000 stazioni di servizio attrezzate. Una parte di queste imprese appartengono alle reti ufficiali di assistenza delle case automobilistiche ed una parte è invece costituita da operatori indipendenti. La rete ufficiale è preferita dagli automobilisti immediatamente dopo l’acquisto e perde (in parte) il suo potere di attrazione con l’aumentare dell’età degli autoveicoli. Secondo una rilevazione dell’Osservatorio Autopromotec, dopo un anno dall’acquisto, l’85% dei compratori di auto nuove si serve della rete ufficiale. Questa percentuale si riduce poi progressivamente fino a giungere al 48% dopo il quarto anno dall’acquisto.
Le ragioni che determinano il progressivo passaggio dagli operatori appartenenti alle reti ufficiali agli indipendenti non nascono soltanto dalla ricerca di costi più bassi, ma anche dal fatto che la rete degli indipendenti è molto più capillare (spesso con ubicazioni anche nei centri storici) e consente a molti automobilisti una pratica molto apprezzata: il rapporto diretto con l’operatore che interverrà sul veicolo.
La composizione del sistema di autoriparazione, costituito da officine delle reti ufficiali e da
operatori indipendenti, nel medio termine, pare destinata a mantenersi sostanzialmente invariata in quanto operatori ufficiali e indipendenti sono in larga misura tra loro complementari e ai miglioramenti di efficienza e produttività degli operatori ufficiali corrisponde una progressiva crescita degli standard professionali degli operatori indipendenti, crescita favorita anche dalle normative europee.
<<Il contesto attuale del mercato dell’autoriparazione – sostiene Renzo Servadei, amministratore delegato di Promotec, la società che organizza Autopromotec – continua ad essere caratterizzato dalla presenza di reti ufficiali ed indipendenti. Un quadro confermato anche dalle più recenti normative europee sul settore dell’autoriparazione con la effettiva possibilità offerta anche agli indipendenti di ottenere dai costruttori delle auto informazioni, software e formazione previsti per gli autoriparatori ufficiali. Inoltre l’affermarsi di reti che associano gli indipendenti sta contribuendo ad accrescerne la capacità competitiva nei confronti delle reti ufficiali delle case automobilistiche>>.
Il risultato, come ha riconosciuto la Direzione generale per la concorrenza della Commissione Europea, è certamente positivo in quanto la concorrenza nel comparto dell’autoriparazione stimola la qualità dei servizi ed amplia la possibilità di scelta degli automobilisti, che possono così avere a disposizione un numero maggiore di punti di assistenza sul territorio. Un’opzione certamente utile se si pensa che le spese per l’autoriparazione delle auto, sempre secondo gli studi dell’Osservatorio Autopromotec,  rappresentano mediamente il 33% del costo totale che comporta il possesso di una autovettura.
Se è sostanzialmente stabile la composizione del sistema delle officine di autoriparazione fra operatori delle reti ufficiali e operatori indipendenti, variazioni si registrano nella composizione del complesso delle autofficine per tipo di attività. Se da un lato si stabilizza il numero dei carrozzieri, meccanici e gommisti che accentuano la loro specializzazione, dall’altro si riduce il numero degli elettrauto con l’uscita dal mercato di quelli di minori dimensioni, che non sono più in grado di far fronte alle necessità di maggiori investimenti professionali e tecnologici connessi alla massiccia introduzione di elettronica e di strumentazioni diagnostiche sulle vetture. Si assesta anche il numero dei concessionari auto e delle officine autorizzate di autoriparazione per l’effetto delle politiche di ristrutturazione organizzativa delle reti ufficiali delle case costruttrici.
Aumentano, invece, le imprese di autoriparazione multifunzionali e crescono le stazioni di servizio attrezzate, che oltre ad essere in grado di svolgere gli interventi ordinari di manutenzione e riparazione sulle auto, hanno anche la possibilità di offrire agli altri automobilisti servizi e prestazioni diversi dalla fornitura di carburanti.
Il punto sullo stato dell’arte e sulle tendenze del sistema di autoriparazione degli autoveicoli si potrà fare ad Autopromotec 2011, dove accanto a numerose occasioni di dibattito vi sarà la possibilità di vedere le soluzioni tecnologiche ed organizzative per rendere all’automobilista sempre più facile e conveniente la cura del suo autoveicolo a beneficio del comfort, della sicurezza e dell’ambiente. (ore 12:10)