Roma – <<Anche una riforma potenzialmente sana, come quella del Federalismo fiscale, finirà per essere una vera e propria stangata per l’auto e gli automobilisti. Cultura in crisi? Paga l’automobilista. Province da finanziare? Paga l’automobilista. Alla fine si cade sempre lì>>. Ad affermarlo è Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l’associazione che raggruppa i concessionari ufficiali di tutti i marchi automobilistici commercializzati in Italia.
<<Ci piacerebbe usare il condizionale, ma se il Governo non correggerà le previsioni  contenute nel decreto legislativo approvato lo scorso 31 marzo, il settore degli autoveicoli, già in difficoltà gravissime, e gli automobilisti, saranno chiamati a pagare il conto della riforma per il federalismo fiscale con un aumento pesante dell’Ipt, imposta che si verserebbe in sede di acquisto degli autoveicoli nuovi o del passaggio di proprietà degli usati, secondo un criterio unificato parametrato alla potenza ed alla classe di inquinamento del veicolo>>.
Questo il possibile effetto del radicale cambiamento del sistema di calcolo dell’Ipt, il cui fine ultimo sembra essere la ricerca di maggiore gettito, aumentando di fatto la pressione fiscale. Imposta che, lo ricordiamo, è finalizzata a finanziare le Province italiane; quelle che, per intenderci, dovevano essere soppresse.
Secondo Pavan Bernacchi <<stante la crisi in cui versa il mercato automobilistico, siamo di fronte ad un fenomeno sorprendente: anziché diminuire la pressione fiscale sull’auto, sembrerebbe prevalga l’intenzione di aumentarla notevolmente, per giunta camuffando il tutto in una riforma da molte parti auspicata>>.
Federauto invita, quindi, il Governo a rivedere la propria posizione e chiede l’apertura di un confronto con le Associazioni del settore automobilistico. Diversamente non esclude la possibilità di porre in atto forme di protesta che impatterebbero sulla mobilità. (ore 16:00)