Roma – La benzina tocca la quota record di 1,60 euro al litro. Di tutta risposta arriva forte la preoccupazione da parte dell’Unrae, l’Associazione delle Case automobilistiche estere presenti in Italia, circa i continui aumenti del carburante alla pompa, aumenti che affossano un mercato automobilistico già in forte calo da mesi e ulteriormente penalizzato da una serie di provvedimenti che, invece di diminuire la pressione fiscale dell’auto, la fanno crescere. <<Ricordiamo che, tra l’altro, sono state appena aumentate le accise sulla benzina, mentre si attendeva una loro riduzione visto che l’Erario sta incassando molta più Iva dai prodotti petroliferi – commenta il direttore generale Unrae, Gianni Filipponi -. Questa situazione non è ammissibile. Le spese per l’auto ormai superano quelle alimentari. Chiediamo alla politica di intervenire e tutelare i consumatori, convocando subito un Tavolo di concertazione con le Associazioni di categoria, per trovare tutte le possibili soluzioni ad un problema che avrà effetti sull’intero Sistema Paese>>.
Ma non è solo il prezzo del carburante a destare preoccupazione. Molta perplessità è suscitata anche dai nuovi conteggi dell’Imposta Provinciale di Trascrizione (IPT) che andranno ad aggravare sensibilmente le spese di acquisto delle auto nuove e dei passaggi di proprietà delle auto usate (con importi anche di 8/9 volte superiori, per certi livelli di potenza, a quelli attuali). Perplessità sia per la forma, sia per la sostanza del provvedimento legato all’introduzione del federalismo fiscale che abolisce ogni differenza di applicazione fra privati ed aziende, colpendo quindi direttamente l’automobilista (già chiamato a contribuire alle spese dello Stato con oltre 67 miliardi di tasse – dato 2009).
<<Il Decreto Legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 31 marzo – spiega ancora Gianni Filipponi – non solo costituisce di per sé un aggravio notevole per il settore dell’auto già da tempo in forte crisi, ma appare anche articolato in modo poco razionale nella sua pratica applicazione>>. Infatti, il conteggio della nuova IPT si baserà inizialmente sul numero dei kW di potenza della vettura e solo in un secondo momento anche sulle classi ecologiche di omologazione europea (quindi Euro 0, Euro 1, Euro 2, ecc.). <<La misura, che entrerà in vigore 30 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale – precisa Filipponi – pur nel suo aggravio dei costi, avrebbe almeno delle motivazioni ragionevoli se fosse legata soprattutto agli aspetti ecologici, cosa che invece potrà avvenire, eventualmente, dal 1° gennaio 2012 se verrà attuata la riforma globale dell’IPT. In questo modo, non si intravede nemmeno quella politica di lungo periodo in favore di un piano strutturale di rinnovo del parco circolante basato su principi ecologici certi e univoci>>. (ore 16:00)