Trieste – Con una motivazione che ha strappato l’applauso, la Ferrari 166 “Barchetta” Touring è stata eletta “Best of Show” al “Concorso di Eleganza Castello di Miramare”, organizzato nel week-end dalla Associazione Amatori Veicoli Storici. 
<<La 166 ha uno stile originale, innovativo ed è dotata di un appeal che non è mai stato scalfito dal tempo o dalle mode – ha sottolineato l’ingegnere Leonardo Fioravanti, presidente della giuria del concorso triestino – Quest’auto rispecchia alla perfezione il valore italiano ed è stata fondamentale per la formazione del più famoso tra i brand di casa nostra. Perché le prime Ferrari avevano una tecnica superlativa ma, onestamente, erano piuttosto bruttine. Poi nel 1948, arriva quel capolavoro della Touring: una linea fatta di niente, eterna dimostrazione che bastano pochi tratti felici per entrare nella storia dell’auto>>.
Un giudizio che ha consacrato il valore storico, oltre che stilistico, della Ferrari 166 e che ha avvalorato il successo della prima edizione del “Concorso Castello di Miramare”, subito entrata nell’elenco delle più importanti manifestazioni del mondo per il livello delle auto e per il valore della giuria. 
La “166” ha svettato su altre 28 concorrenti in rappresentanza delle più belle e celebri vetture costruite tra il 1930 e la fine degli Anni ’70, suddivise in tre periodi distinti. Si sono visti alcuni “pezzi unici” ed altri esemplari rari o ancora poco conosciuti, tutti scelti con cura dalla Aavs, e che hanno destato curiosità anche tra il pubblico meno esperto ma che ha seguito con simpatia le fasi della manifestazione. Tra questi l’incredibile Stutz M8 Cabriolet “LeBaron” del 1930, perfetta ma non restaurata, e quindi con un sapore unico, e l’Alfa Romeo 2300 B MM Touring, in versione spider, che ricorda un aereo dell’anteguerra.
Molto ammirata anche l’Alfa Romeo 6C 2500 della Carrozzeria Bertone (realizzata nel 1942), dalle volumetrie sensualissime. Questa coupé molto particolare è stata portata a Trieste dall’appassionato Corrado Lopresto; non a caso ha vinto un primo premio nell’esclusivo Concorso di Pebble Beach nel 2010 ed ha talmente colpito il pubblico che l’ha proclamata vincitrice morale della manifestazione. 
Tra le altre vetture inedite, la sorprendente Aurelia B52 Coupé Vignale che tutto sembra fuorché una Lancia e ancora la Ferrari Pinin a 4 porte, la rara Fiat 8V Zagato del 1954 e la Iso Grifo A3/C, in assoluto la decima vettura della serie allestita dall’ingegnere Bizzarrini in collaborazione con la Casa lombarda.   
La giuria, composta oltre che da Fioravanti, dai celebri “stilisti” Enrico Fumia e Tom Tjaarda e dallo storico Adolfo Orsi, ha scelto l’Alfa Romeo 6C 2300 B “Mille Miglia” del 1939 quale miglior vettura tra quelle del primo periodo storico (fino al ’40). Si tratta della classica “berlinetta” Touring a 4 posti, costruita in piccolissima serie (107 esemplari) e derivata dalla vettura prima di classe alla Mille Miglie del ’37. Quindi un altro successo per la Carrozzeria milanese, rappresentata a Trieste da sei capolavori. Tra questi, ammiratissima, in particolare dal pubblico ha affollato Piazza dell’Unità, l’Alfa Romeo 6C 2300 B, realizzata in versione spider per conto del pilota Franco Cortese, vittoriosa nel campionato italiano Sport nel 1938. Una vettura storicamente celebre, <<caratterizzata da linee pure ed essenziali – ha sottolineato l’ingegner Fumia – che è incredibilmente vicina ad alcuni, recenti, modelli Audi>>.
Anche la Pininfarina è stata ottimamente rappresentata con sette vetture, tra le quali anche la Ferrari “Pinin”, unica berlina a 4 porte del Cavallino. Il premio per le auto del terzo periodo (dal ’60 a fine Anni ’70) ha infatti visto prevalere una rossa Ferrari 275 GTB del 1964, che ha avuto come primo proprietario il compianto pilota Lorenzo Bandini.
<<C’è stato un ampio dibattito su questa scelta – ha sottolineato l’ingegnere Fioravanti – perchè sia io sia i colleghi Fumia e Tjaarda abbiamo iniziato a lavorare proprio nel periodo in cui sono nate queste vetture, tutte note e tutte di valore. Abbiamo deciso di premiare la GTB perché è certo che anche in un futuro lontano continuerà a rappresentare perfettamente il marchio Ferrari e la sua importanza>>. 
L’ingegnere Fioravanti ha aggiunto una interessante nota storica, suggerita dalla sua esperienza alla Pininfarina, dove è entrato nel 1964: <<È noto che parecchie Ferrari siano state disegnate dalla Pininfarina e poi costruite dalla Scaglietti di Modena. Con la GTB è invece accaduto il contrario: il progetto è di Scaglietti e successivamente Pininfarina ha apportato minime modifiche per poi costruirla in serie. E questo si nota, perché la GTB ha un fascino indiscutibile ma lo stile è molto caricato e grintoso mentre Pininfarina avrebbe certamente puntato su una linea meno aggressiva>>.
Non solo passerella. Grazie anche a questi contributi, l’Aavs ha centrato uno dei fondamentali temi del Concorso: diffondere la cultura dell’auto tramite la ricerca di vetture non solo bellissime ma importanti e rappresentative nel loro periodo. (ore 17:15)