Roma – L’Unrae, l’Associazione delle Case estere operanti in Italia, esprime la propria soddisfazione per il Testo Unificato del Progetto di Legge adottato dalla Commissioni Attività Produttive e Trasporti della Camera, relativo al piano d’incentivazione alla diffusione di veicoli elettrici e delle infrastrutture necessarie.
Secondo Gianni Filipponi, direttore generale dell’Unrae, <<il testo approvato dalle Commissioni riunite, attraverso norme che incentivano e favoriscono la commercializzazione di autoveicoli elettrici, pone ottime basi per la diffusione anche in Italia di mezzi a impatto ambientale zero, che permetteranno di migliorare la qualità dell’aria nelle nostre città e di raggiungere più velocemente gli obiettivi europei in materia di emissioni. Molto positivo è il nostro giudizio anche sulle norme che prevedono il sostegno alla diffusione di impianti di ricarica dedicati a questi veicoli sia privati che pubblici>>.
Il direttore generale dell’Unrae ha voluto sottolineare il prezioso lavoro svolto dalle forze politiche di maggioranza come d’opposizione e l’operato del ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, che si sono impegnati per l’adozione in Commissione di questo testo, ed auspica: <<Un rapido passaggio parlamentare, visto l’accordo bipartisan avuto in Commissione, un provvedimento che vedrebbe l’Italia uniformarsi agli altri Paesi Europei che hanno già approvato norme favorevoli alla rapida diffusione dei veicoli a trazione elettrica. Ciò permetterebbe un concreto impulso al mercato dei veicoli elettrici in Italia, consentendo un significativo incremento dell’offerta, visti i sempre più numerosi modelli che le Case Associate all’Unrae annoverano nella propria gamma>>.
Da parte sua Eugenio Razelli, presidente di Anfia, ha dichiarato: <<Siamo contrari all’erogazione di contributi all’acquisto indirizzati in misura esclusiva alle vetture elettriche. Questo significa, infatti, incentivare una tecnologia che, ad oggi, parlando di elettrico puro, rappresenta in Italia appena lo 0,01% dell’immatricolato e che, ad oggi e nel medio termine, rimarrà comunque non sostenibile dalla maggioranza dei consumatori, dimenticando invece gli enormi benefici ambientali ottenuti nel passato attraverso un ricambio del parco circolante obsoleto, stimolando l’acquisto di tutti i veicoli a trazione alternativa.
Riteniamo che la proposta approvata non possa avere un impatto efficace sul mercato italiano e quindi sull’abbattimento né delle emissioni inquinanti, né delle emissioni di CO2. Infatti, l’incentivazione per i veicoli elettrici non può essere la misura prioritaria oggi, né l’unica alternativa per far fronte alle emergenze ambientali legate principalmente all’obsolescenza del parco circolante.
E’ dunque necessario allargare la proposta a tutte le trazioni alternative oggi esistenti e disponibili, in modo da incidere efficacemente sul rinnovo del parco circolante e rispondere in maniera concreta agli obiettivi cogenti comunitari oltre che alle procedure di infrazione. Per questo chiediamo l’immediata convocazione di un tavolo interministeriale sulla mobilità sostenibile, come già richiesto dall’ Associazione nel 2010 per delineare una strategia – ispirata a quella europea, ma condivisa e coordinata a livello nazionale – per la promozione di veicoli efficienti con un approccio tecnologicamente neutrale, che includa tutte le motorizzazioni ecologiche alternative.
Infine riteniamo inadeguata la formula di finanziamento individuata dalla proposta, considerando che gli incentivi all’acquisto di vetture ecologiche possono autofinanziarsi attraverso l’extra-gettito Iva generato dalle vendite aggiuntive che, in passato, ha addirittura superato il fondo incentivi andando a beneficio dell’erario>>.

Il presidente di Ferderauto, Filippo Pavan Bernacchi ha così commentato: <<Per una serie di motivazioni oggettive siamo contrari a provvedimenti frammentari e univoci come l’erogazione di contributi a favore delle sole vetture elettriche. Questa nostra posizione non è nuova perché riflette quanto già esposto al ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, nell’incontro del 23 marzo scorso, in cui abbiamo chiesto al Governo di affrontare il tema della mobilità a 360 gradi, e non a spizzichi e bocconi. Uno dei temi ai noi cari è il rispetto dell’ambiente che passa giocoforza attraverso il sostegno alle vetture a basso impatto ambientale, di cui l’elettrico rappresenta solo un misero 0,01% dell’immatricolato. Cioè nulla. Federauto, invece, sostiene la necessità di un piano strutturale e pluriennale, per un periodo di almeno tre anni, per tutti i veicoli a trazione alternativa tra cui gli elettrici, gli ibridi, quelli alimentati a Gpl e a Metano. Solo provvedimenti di questo tipo permetterebbero di continuare la strada intrapresa con gli incentivi del 2009 di svecchiamento del parco circolante che si tradurrebbe in minor inquinamento e maggior sicurezza. La proposta approvata non può avere impatti né sul mercato automobilistico, che da mesi langue, né sulle emissioni nocive. Anzi, questa impostazione, se approvata, rischia di danneggiare ulteriormente il nostro settore che avrebbe bisogno di interventi pesanti e decisi, che si autofinanzierebbero grazie alle maggiori entrate fiscali date dalle vendite aggiuntive. Ricordo che lo Stato, per la contrazione della domanda di autoveicoli, sta perdendo circa 2 miliardi di euro di introiti rispetto al 2009. Federauto, quindi, chiede al Governo di congelare la discussione in Parlamento e la convocazione di un tavolo intergovernativo urgente sulla mobilità sostenibile con la partecipazione delle associazioni del settore>>. (ore 17:00)

NO COMMENTS

Leave a Reply