L’auto può trainare la ripresa

L’auto può trainare la ripresa

Roma – Della situazione del mercato dell’auto in Italia ne hanno parlato diffusamente tutti gli analisti. Ricapitolando. Negli ultimi anni la media si attestava su un immatricolato annuo di 2.200.000 pezzi con punte di quasi 2.500.000; il 2011 chiuderà a circa 1.800.000 unità, di cui “solo” 1.200.000 vendute a privati. Come evidenziato più volte, il sistema di distribuzione in Italia, sotto i 2.000.000 di pezzi, non può reggere.
Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l’associazione che raggruppa i concessionari ufficiali di tutti i marchi automobilistici commercializzati in Italia di auto, veicoli commerciali e veicoli industriali, così interpreta l’attuale situazione dei mercati finanziari: <<E’ un momento durissimo per l’economia mondiale. Da una parte molti nodi sono venuti al pettine, dall’altra qualcuno sta strumentalizzando il momento di difficoltà, o addirittura lo ha innescato, per ottenere dei vantaggi politici o per speculare. E il catastrofismo con cui certi media fanno rimbalzare le notizie non aiuta e alimenta un effetto domino di cui è difficile prevedere gli effetti. In questo momento vogliamo con forza dichiarare, ancora una volta, che la ripresa italiana potrebbe partire, come già due volte nel recente passato, anche dagli autoveicoli. Infatti noi pesiamo il 12% del Pil e impieghiamo con l’indotto circa 800.000 persone. Colgo l’occasione per rammentare che lo scorso anno la pressione fiscale sulla filiera dell’auto italiana è stata di oltre 67 miliardi di euro (fonte Anfia), cifra impressionante dalla quale si deduce che bisogna riportare la mobilità al centro dell’attenzione delle Istituzioni e reinvestire nel comparto una parte del gettito fiscale. Se non adesso, quando?>>.
Aggiunge Adolfo De Stefani Cosentino, presidente dei concessionari Mercedes: <<Come ha detto il presidente Pavan Bernacchi le nostre aziende, oltre 4.000 in Italia, sono le classiche Pmi. E’ il momento di rivederne la fiscalità e correggere aberrazioni quali l’Irap o la parziale deducibilità degli interessi passivi. Solo alleggerendo la pressione fiscale che stritola le nostre aziende, e rivedendo la fiscalità delle auto aziendali per allinearle alle media europea, potremo tornare a investire e dare continuità alla nostra azione imprenditoriale>>.
Piero Carlomagno, presidente dell’Unione dei concessionari del Gruppo Fiat: <<Non critichiamo il Governo, rendendoci conto delle difficoltà in cui opera e del contesto difficile. E’ giunto però il momento di sederci a un tavolo, con tutti gli attori della filiera, e di affrontare il rilancio degli autoveicoli per il bene del Sistema Paese>>.
Conclude Mario Beretta, presidente dei concessionari Volkswagen e Audi:  <<Non è il momento per prendere tempo ma bisogna agire. Noi siamo pronti a illustrare le nostre proposte, sicuri che il Governo le valuterà con attenzione>>. (ore 17:00)

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