Roma – Tra le misure attualmente in discussione per perseguire il pareggio del bilancio dello Stato (anche al fine di salvaguardare l’affidabilità del nostro debito pubblico, come richiesto dall’Unione Europea e dai mercati finanziari) è stata inserita ancora una volta la lotta all’evasione fiscale, che era già tra i dichiarati obbiettivi prioritari del Governo in carica e, per la verità, anche dei governi precedenti.
Sul tema dell’evasione Federpneus, Associazione italiana rivenditori specialisti di pneumatici, con lettera in data 4 ottobre 2010 ha segnalato al ministero dell’ Economia e delle Finanze la presenza sul mercato dei pneumatici di prodotti offerti con prezzi largamente inferiori al valore normale, tanto da far ritenere altamente probabile una evasione di Iva. Federpneus ha segnalato che la situazione denunciata non solo arreca un danno all’erario, ma penalizza anche fortemente gli operatori onesti che subiscono la concorrenza sleale di operatori che agiscono evadendo l’Iva ed hanno quindi la possibilità di praticare prezzi inferiori del 20%.
Per queste ragioni, con la sua lettera, Federpneus proponeva che venisse esteso anche al settore dei pneumatici lo speciale regime previsto dall’art 60 bis della normativa sull’Iva (dpr 633/72) e dai decreti ministeriali attuativi che per le automobili, i motocicli, i prodotti di telefonia, i personal computer ed altri prodotti prevedono, in caso di evasione Iva da parte del venditore, la responsabilità solidale del compratore, che può quindi essere chiamato a versare l’Iva eventualmente non versata dal venditore.
Alla proposta di Federpneus il ministero ha così risposto con nota il data 3 dicembre 2010: <<Al riguardo la scrivente, nel far presente che l’accoglimento di tale proposta è rimesso a valutazioni di carattere politico, fa rilevare che per attuare tale misura antifrode è necessario, da parte della competente Agenzia delle Entrate che legge per conoscenza, una preliminare verifica sulla reale diffusione dei fenomeni evasivi nel settore delle cessioni dei pneumatici che giustifichi il richiesto intervento normativo>>.
Trascorsi ormai quasi nove mesi dalla risposta del ministero senza che alcun provvedimento sia stato adottato, Federpneus auspica che le “valutazioni politiche” dell’attuale momento portino all’accoglimento della disposizione di carattere antievasivo richiesta da Federpneus, norma che tra l’altro non richiede nuovi adempimenti né all’Agenzia delle Entrate né agli operatori onesti, ma che può dare un notevole contributo alla lotta all’evasione dell’Iva e quindi al gettito tributario e che avrebbe anche benefici effetti per lo sviluppo economico: gli operatori in regola infatti faticano a sostenere la concorrenza sleale di coloro che in regola non sono. (ore 10:40)