Torino – A meno di un mese dalla presentazione alla stampa internazionale della nuova Panda che è stata organizzata il 14 dicembre prossimo a Pomigliano d’Arco, lo stabilimento in cui nasce la terza generazione della city-car, Fiat Automobiles Group ha disdetto tutti gli accordi sindacali. Con un annuncio, che ha fatto affondare il titolo alla Borsa di Milano ed ha scatenato dure prese di posizioni da parte dei sindacati (Cgil. Uilm, Fiom), l’azienda torinese ha fatto sapere che <<dal primo gennaio 2012, per gli stabilimenti auto, tutti gli accordi sindacali e delle prassi collettive in atto sono nulli>>. Fiat, comunque, si è dichiarata <<disponibile a promuovere incontri finalizzati a realizzare accordi uguali e migliorativi rispetto a quelli attuali>>.
Il progetto Panda fin dall’inizio ha avuto un solo obiettivo: migliorare, in senso “evolutivo”, un modello di successo e confermare Fiat come leader indiscusso della categoria delle city-car. Per questo, Fiat ha puntato alla massima qualità lungo l’intero processo di sviluppo del prodotto e della sua ingegnerizzazione.
Per accogliere la nuova Panda, è stata costruita una nuova linea produttiva nello stabilimento “Giambattista Vico” di Pomigliano D’Arco, una realtà industriale all’avanguardia che applica appieno i principi e i metodi del World Class Manufacturing. Si tratta dell’insieme dei processi avviati nelle fabbriche del Gruppo Fiat e dei suoi fornitori, volto alla riduzione delle inefficienze e all’ottenimento degli obiettivi di “zero incidenti, zero difetti, zero stock, zero break-down”.
Le innovazioni operative introdotte nei vari reparti garantiscono modularità e flessibilità che, unite al miglioramento dell’ergonomia e della sequenza delle operazioni di montaggio, hanno come scopo l’ottimizzazione della qualità costruttiva e dell’affidabilità del modello.
Nel reparto lastratura sono presenti una dorsale produttiva con linee automatiche e flessibili concepite per alimentazione diretta dei sottogruppi (logistica “zero forklifts”); l’Open Gate per la formazione del body composto da 14 robot che eseguono 84 punti di saldatura contemporaneamente; e  la ferratura automatica (“hanging line”), cioè l’applicazione delle parti mobili (porte, portellone e cofano) alle scocche, attraverso l’utilizzo di 603 robot di nuova generazione.
Le novità continuano al montaggio dove spiccano la “trim line” con skillet ad altezza variabile; il “flex decking” per il carrozzamento automatico della vettura; e i ganci girevoli in diverse stazioni della dorsale.
Infine, nella sala metrologica una serie di calibri e macchine di misura consentono di verificare la conformità a progetto dei particolari misurando, ad esempio per la scocca, circa 2000 punti per i pezzi già formati e fino a 3000 per i pezzi stampati. Grazie poi alle attrezzature “Meisterbock” e Master di Montabilità è possibile simulare l’assemblaggio per tutte le parti di scocca e di carrozzeria riuscendo ad analizzare perfettamente tutte le zone di accoppiamento. (ore 17:55)